Mar 31 Dic 2019 - 9459 visite
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Naomocrazia

Ci doveva essere una piccola conferenza stampa di fine anno ieri, il 30 dicembre, con sindaco e vicesindaco, ma è stata annullata perché Fabbri è influenzato. Peccato, perchè sarebbe stata un’ottima occasione per parlare in pubblico di ciò che sta succedendo ultimamente in Comune. Ma faremo da qui.

Per esempio: quanto può costare esprimere il proprio dissenso al vicesindaco Nicola Lodi? Sembrerò polemico, ma il dubbio sorge spontaneo dopo la fuoriuscita dal gruppo della Lega di due consiglieri in contrasto con ‘Naomo’: Paolo Vezzani (che si è dimesso) e Anna Ferraresi (passata al Gruppo Misto). Una sorta di record per i primi sei mesi di amministrazione. Che va un po’ nella stessa direzione del non meglio chiarito ‘allontanamento’ di uno dei più stimati dirigenti comunali: Fausto Bertoncelli, da anni molto critico con Lodi, che pochi giorni fa commentando le spiegazioni ufficiali di Angela Travagli scriveva che “purtroppo il comunicato a firma dell’assessore al personale non riporta diversi punti, determinanti per capire come si sono svolti i fatti”.

Per un’amministrazione che si fa vanto delle proprie capacità di comunicazione coi cittadini sembra tutto un po’ troppo opaco. Un po’ troppo filtrato da ufficialità e formalità che non aiutano a giocare a carte scoperte. Per non parlare poi del passaggio quasi in sottotraccia nelle fila della Lega dell’unico assessore eletta con la lista Ferrara Civica, Micol Guerrini, quasi in contemporanea alla sua rinuncia alla delega per il Palio. Raccolta, guarda caso, proprio dal vicesindaco Nicola Lodi.

Coincidenze, diranno alcuni. Scosse di assestamento di una nuova maggioranza che dopo 70 anni all’opposizione ha bisogno di trovare i propri equilibri. Sarà, ma resta il fatto che tuttora né voi né io sappiamo i veri motivi di questi movimenti. E che in tutto questo chi ne esce sempre vincitore e con un ruolo sempre più centrale e decisivo non è il sindaco Alan Fabbri, ma il suo vice Nicola Lodi. Che a sei mesi dalle elezioni si ritrova con sempre meno oppositori interni e con una delega in più.

Non si tratta però solo una questione di cariche e nomine. In questi mesi di amministrazione Naomo ha sostanzialmente monopolizzato la scena politica e mediatica con fragorose iniziative come la demolizione del campo nomadi, la ‘rimozione anti-spaccio’ delle panchine dai parchi, la lotta alla movida notturna in piazza Verdi o la sostituzione del ponte Bailey di Cocomaro.
È spesso e volentieri Lodi, non Fabbri, a portare la fascia tricolore nei tavoli istituzionali o ai più importanti incontri in pubblico, dall’accoglienza dell’ambasciatore nigeriano nei giardini del Grattacielo a quella presenza sul palco delle celebrazioni del IV Novembre che scatenò la furia della presidente della Provincia Paron che abbandonò il palco. Furia per come la vedo io un po’ esagerata, ma che Naomo in questa giunta reciti la parte del protagonista rimane evidente. Perfino la locandina per la festa di Natale della Lega è un simbolico inno alle gesta del vicesindaco, con tanto di sberleffo all’avversario politico Modonesi ‘reo’ di non avere la patente.

È difficile d’altra parte ricordare azioni e decisioni altrettanto incisive – nel bene o nel male – da parte del sindaco Fabbri, che in questi sei mesi è sembrato occupato più che altro a promuovere e difendere le iniziative e posizioni dei suoi assessori. Lasciandosi talvolta ‘scavalcare’ non solo dal proprio vice Lodi ma anche dall’assessore al bilancio Matteo Fornasini, che ha fatto passare in consiglio la delibera preliminare alla vendita di azioni Hera su cui in campagna elettorale Fabbri si era detto contrario. Al sindaco va ovviamente riconosciuto parte del merito per alcune buone scelte della giunta – dalla riduzione delle rette degli asili a un leggero risparmio nelle spese comunali -, ma in questi primi sei mesi di giunta il suo peso in giunta sembra molto meno decisivo rispetto, tanto per fare un confronto immediato, al suo predecessore Tagliani. Al momento le sue proposte più dirompenti e (per me) positive sono la fusione Sant’Anna – Usl e il ritorno di un pronto soccorso a Ferrara. Peccato che siano state rapidamente impigliate in problemi tecnico-legali e per questo rischiano di restare un eterno vorrei-ma-non-posso.

Mi auguro che su quel fronte Fabbri riesca a far valere la propria voce, invertendo il trend di questo inizio di consiliatura e allontanando quella piccola ma sempre più diffusa sensazione che lo vede un po’ come sindaco-velina, impegnato a metterci la faccia, distribuire crocifissi e commentare la Spal a ‘Quelli che il Calcio’ mentre il suo vice prende le vere decisioni. Che avranno anche il merito di toccare qualche tema trascurato o sottovalutato dalla vecchia giunta, ma che a volte – vedi rimozione delle panchine – sembrano decisamente poco lungimiranti. Il problema vero però sorge quando Naomo si convince che le sue “mille e passa” preferenze lo rendano intoccabile e al di sopra di qualsiasi critica.

Non è sano né normale che un vicesindaco chieda “come cazzo siete messi” a chi riferisce di evidenti e ormai ampiamente noti (oltre che di ovvio interesse pubblico) contrasti politici nella maggioranza. Non dovrebbe essere normale che a correggergli il tiro dai banchi del consiglio sia il suo avvocato Ciriaco Minichiello, portato in lista elettorale come capitava con Berlusconi e i suoi legali. Non dovrebbe nemmeno essere normale che il vicesindaco concluda il proprio sfogo contro Estense.com dicendo quasi in tono di sfida “quando lascerò la casa Acer sarete avvertiti”. Il vicesindaco che non molla la casa popolare. Mah. Io credo che quando uno inizia a guadagnare il triplo di una persona normale – scusate la franchezza – dovrebbe essere il buon senso, e non i giornali o le normative dell’Acer, a suggerirgli di liberare la casa e cercare un’altra sistemazione. Anche prima della prossima dichiarazione dei redditi.

Non rendersi conto di qualcosa di tanto palese – tipo che negli alloggi popolari dovrebbe vivere chi non si può permettere un affitto –  significa che il senso civico è un concetto piuttosto relativo, per non dire assente, per il nostro vicesindaco. Ma più che i suoi capricci a casa, a preoccuparmi sono quelli in giunta. Non mi sento ancora pronto per una Naomocrazia. Forse non lo sono nemmeno i suoi elettori.

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