Mar 5 Nov 2019 - 11504 visite
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Parla Naomo, Paron lascia la piazza del 4 novembre: “A volte i gesti sono più incisivi della parole”

La presidente della provincia ha abbandonato la manifestazione, proprio mentre Lodi stava per parlare: "Lui ha tanti 'amici', spero di non avere ripercussioni". Il vicesindaco: “Chiederò le sue dimissioni”

La presidente della Provincia, Barbara Paron

di Davide Soattin

Nel corso della mattinata di celebrazioni per il 4 novembre, giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, la presidente della Provincia Barbara Paron si è resa protagonista di una presa di posizione decisa e destinata ad essere etichettata già come caso politico.

A metà della cerimonia infatti, mentre stava per prendere la parola il vicesindaco Nicola Lodi, il sindaco di Vigarano Mainarda ha deciso di abbandonare la manifestazione, lanciando un chiaro segnale di protesta nei confronti dell’esponente leghista, che lo scorso anno aveva già fatto parlare di sé, issando al pennone la bandiera del partito di Matteo Salvini proprio in questo periodo dell’anno.

“L’indifferenza – ha scritto Paron, tramite il proprio profilo Facebook – è il più grande pericolo per la democrazia. Ho chiesto scusa a sua eccellenza il Prefetto per aver lasciato la piazza durante le celebrazioni del 4 novembre in cui è stata data la parola a Naomo Lodi. A maggior ragione, dopo il discorso tenuto dalla rappresentante degli studenti, non posso restare indifferente dal fatto che Lodi è colui che ha sostituito la bandiera nazionale con quella della Lega”.

L’invettiva è poi continuata: “Un gesto così grave è passato senza nemmeno una conseguenza ed oggi questa persona parla davanti alla stessa bandiera che lui ha offeso? Non posso accettarlo perché non posso pensare che sia questo il modello che trasmettiamo ai giovani. Le belle parole non bastano. I nostri figli ci osservano e per loro contano i fatti”.

In un secondo momento, contattata dalla redazione di Estense.com, la presidente della provincia ha aggiunto: “Spero di non avere delle ripercussioni, anche perché non conviene sottovalutare il personaggio con cui sto avendo a che fare. Ha tanti ‘amici’. Tuttavia, non ho potuto sopportare di sentir parlare di valori democratici, di unità nazionale dallo stesso personaggio che lo scorso anno quella stessa bandiera ha offeso e sostituito con la sua”.

“In molti – ha concluso il sindaco di Vigarano Mainarda – mi hanno chiesto come mai, invece di andar via, non ho preso la parola. Semplice. Già l’anno scorso aveva parlato Maisto. Inoltre, sono state fatte diverse interrogazioni, interpellanze che sono finite nel dimenticatoio. Ho capito che bisogna essere più incisivi, pur manifestando pacificamente e democraticamente. A volte i gesti sono più incisivi di tante parole. Così come i silenzi”.

La replica del vicesindaco è netta: “Quello di oggi è un fatto gravissimo su cui non posso soprassedere e per questo chiederò a tutti i sindaci dei vari Comuni le dimissioni immediate di Barbara Paron da presidente della Provincia”. Il gesto della presidente, secondo Lodi, è “davvero un pessimo esempio anche per i ragazzi delle scuole presenti. Potevo anche capire le sue offese a mezzo stampa sulla mia persona di qualche settimana fa, ma certamente non posso accettare le offese fatte oggi alla città, a tutti i soldati e civili che oggi ricordiamo, ai corpi militari, alle istituzioni presenti e alla nostra nazione. Non si può parlare di inclusione e di principi morali se prima non si ha rispetto per il voto libero e democratico dei cittadini che, dopo 70 anni, hanno deciso di cambiare questa città. La Paron se ne faccia una ragione, i ferraresi meritano rispetto”.

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