Tentato omicidio al Doro. Confermata la custodia in carcere
È stata confermata, nella mattinata di ieri, la custodia cautelare in carcere per la 40enne fermata lunedì 29 giugno con l'accusa di tentato omicidio ai danni della coinquilina
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Ferrara Tua deve riconoscere immediatamente il diritto di accesso agli atti dei consiglieri che vogliono controllare la regolarità della cessione di Amsef. Il difensore civico dell'Emilia-Romagna dà ragione ai consiglieri di minoranza Anselmo e Nanni
Il gip del Tribunale di Ferrara ha chiesto al pubblico ministero di riformulare il capo d'imputazione nel procedimento che vede coinvolta una dottoressa dell'ospedale di Argenta, inizialmente inserita nel procedimento a carico di Matteo Nocera, l'infermiere accusato dell'omicidio volontario pluriaggravato di Antonio Rivola
Un sopralluogo congiunto effettuato a maggio in una proprietà privata del territorio comunale di Copparo ha portato all'emissione di un'ordinanza del sindaco Fabrizio Pagnoni per garantire migliori condizioni di vita a dodici cani ospitati nell'immobile
"Trenta ore in pronto soccorso all’Arcispedale Sant’Anna su una barella senza protezioni antidecubito". È la denuncia, affidata ai social, di Fausto Bertoncelli

Parte del materiale sequestrato in fase di indagini
Pene fino a sei anni di reclusione per le identità rubate. Il giudice Alessandro Rizzieri ha emesso sei condanne e due assoluzioni al termine del processo che vedeva alla sbarra per frode aggravata Sonia Palla, cinquantenne ex cartomante di Stienta, Gianni Atti, 57enne di Ferrara (ironia della sorte arrestato il giorno prima per sfruttamento della prostituzione e spaccio, leggi), Domenico Cagnetta, Roberto Bertoli, Stefano Pantaleo, Giuseppe Spano, Ugo Baraldi e Romano Frabetti.
Altri due imputati, Annunziatino Romeo e Assunto Luigi Morabito, entrambi calabresi, avevano già patteggiato pene rispettivamente di 2 anni (e 400 euro di multa) e 1 anno e 8 mesi. I fatti risalgono agli anni 2007 e 2008, con le indagini dei carabinieri che partirono dalla denuncia di una donna di Poggio Renatico, assistita dall’avvocato Pasquale Longobucco, costituitosi parte civile.
La malcapitata (alla quale è stato riconosciuto un risarcimento del danno immediatamente esecutivo di 10mila euro) si era vista attivare una carta di credito mai richiesta. L’attivazione era stata effettuata attraverso l’utilizzo fraudolento delle generalità della donna che, informata tempestivamente dalla propria banca – a sua volta avvisata dalla società finanziaria – di alcune operazioni “sospette”, aveva appreso di essere vittima di un raggiro che stava per causarle significativi danni economici.
L’inchiesta portò alla scoperta di numerose persone “derubate” dell’identità, con tentativi di prelevare a loro nome denaro contante o attivare mutui e finanziamenti, e con conseguente coinvolgimento come persone offese di compagnie telefoniche, concessionarie e finanziarie.
Al termine della discussione il tribunale ha condannato Sonia Palla e Gianni Atti a 6 anni, Roberto Bertoli a 3 anni e 3 mesi, Domenico Cagnetta a un anno e 9 mesi, Ugo Baraldi a un anno e 4 mesi, Romano Frabetti a 2 anni. Assolti invece Stefano Pantaleo e Giuseppe Spano.
Tra le prime reazioni delle difese c’è quella dell’avvocato Livio Veronese, che attenderà i 15 giorni per il deposito delle motivazioni per fare “subito appello: la pena per quanto riguarda il mio assistito (Bertoli, ndr) è sproporzionata al ruolo avuto nella vicenda. Per lui non si è raggiunta la prova definiva di colpevolezza”.
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