Cento
17 Dicembre 2019
Passa in giudicato la sentenza nei confronti dell'86enne Giuseppe Parmiani ma la pena è sospesa in attesa di un pronunciamento del Presidente della Repubblica

Uccise la moglie malata, chiede la grazia a Mattarella

di Daniele Oppo | 1 min

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Cento. La Cassazione non ha ammesso il ricorso e la pena a 6 anni, 2 mesi e 20 giorni di reclusione per omicidio è ora definitiva. Ma per Giuseppe Parmiani, 86enne che il 2 maggio del 2015 uccise la moglie Carmen Tassinari, da tempo malata e costretta a letto, con una coltellata, non si apriranno subito le porte del carcere. E non è detto che lo facciano in futuro.

Il suo legale, l’avvocato Giampaolo Remondi, ha infatti presentato una domanda di grazia al Presidente della Repubblica e ottenuto dal magistrato di sorveglianza la sospensione in via d’urgenza dell’applicazione della pena (la decisione definitiva spetta al Tribunale di sorveglianza).

La sospensione (se verrà confermata) avrà una durata di 6 mesi, duranti i quali è attesa la pronuncia di Mattarella.

Parmiani si ritrovò a dover affrontare da solo il repentino deperimento dello stato di salute della moglie, colpita da diversi ictus e da altre patologie, resa ormai impossibilitata  a muoversi anche per compiere le operazioni più semplici e agì in preda alla disperazione, nonché per dare seguito a quella che sarebbe stata la richiesta della stessa signora, che avrebbe espresso il desiderio di morire piuttosto che passare il resto della propria vita costretta a letto.

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