Da cinque dipendenti previsti a tre effettivamente necessari, incassi ridotti al minimo e un locale praticamente invisibile nonostante, a pochi metri di distanza, ogni sera si radunino migliaia di persone. È il bilancio amaro di Antonio De Michele, titolare della
pizzeria Spaccanapoli Express in corso Porta Mare 29, a due passi da piazza Ariostea, che denuncia di essere stato di fatto
“murato” dalle transenne oscuranti allestite per il Ferrara Summer Festival.
“Non siamo contro il festival, anzi – premette l’imprenditore -. È una bellissima manifestazione per Ferrara e siamo felici che la città ospiti eventi di questo livello. Il problema è che la nostra attività è stata completamente isolata“.
Davanti alla pizzeria, infatti, sono stati installate le transenne oscuranti alte diversi metri oltre ai presidi di sicurezza che impediscono il normale passaggio delle persone durante i concerti. “L’unico accesso è un corridoio stretto sul marciapiede. Chi arriva viene indirizzato a fare il giro verso il Gate 2 passando da via Folegno, oppure, all’uscita, verso via delle Erbe. Di qui non passa praticamente nessuno“.
Una situazione che appare ancora più paradossale considerando la vicinanza con il cuore della manifestazione. “Sentiamo il rumore di migliaia di persone, ma la strada è deserta. È la cosa più triste”, racconta De Michele.
Per il Summer Festival il titolare di Spaccanapoli Express aveva anche predisposto un’offerta dedicata: locandine, promozioni e una produzione di impasto napoletano aumentata per intercettare il pubblico dei concerti.
Mentre ne parliamo con De Michele, arriva un ragazzo per approfittare dell’offerta pizza più bibita. Forse l’ultimo avventore della serata perché intorno alle ore 19 gli addetti alla sicurezza cominciano a transennare i lati del marciapiede per impedire il passaggio alle persone.
“Pensavamo di lavorare molto. La prima sera siamo rimasti aperti dalle quattro del pomeriggio fino all’una e mezza di notte e abbiamo venduto poco più di dieci pizzette. Avevamo preparato impasti immaginando di avere davanti centinaia di persone”, spiega De Michele.
Le aspettative si sono però scontrate con la realtà. “Avevo organizzato il lavoro con due pizzaioli, una persona alla cassa e altre in supporto. Almeno in cinque. Oggi in tre siamo più che sufficienti e in due riusciremmo comunque a gestire tutto“.
De Michele sottolinea di non avere alcuna pretesa di essere coinvolto direttamente nell’area dell’evento. “Loro (gli organizzatori del Summer Festival, ndr) hanno fatto un investimento importante ed è giusto che lavorino. Non chiedo che le persone escano dal festival per venire da me. Basterebbe però consentire il passaggio davanti al locale“.
Secondo il commerciante, una diversa gestione dei flussi potrebbe rappresentare un compromesso. “Almeno qualcuno potrebbe vedere i locale, sentire il profumo della pizza, decidere di fermarsi. Il cibo è anche emozione: bisogna vedere, sentire, percepire. Con questi pannelli neri non si vede neanche l’insegna“.
Oltre al danno, la beffa. La prima serata del festival, racconta, aldilà delle transenne avevano posizionato anche la fila di bagni chimici. Ci hanno pensato De Michele e un residente a chiedere che fossero messi altrove.
La situazione è già stata portata all’attenzione dell’assessore Matteo Fornasini, al quale De Michele ha inviato una mail dopo un primo contatto avvenuto tramite social. “Mi ha chiesto di scrivergli in privato e l’ho fatto. Spero si possa trovare una soluzione“.
La vicenda assume un peso ancora maggiore considerando il percorso imprenditoriale di De Michele a Ferrara. Oltre a Spaccanapoli Express, è titolare della pizzeria Spaccanapoli di via Piangipane e sta per aprire una nuova hamburgeria in via Ripagrande. A questi si aggiungono le attività stagionali in Darsena.
“Tra tutte le attività impieghiamo una ventina di persone, che diventano quasi trenta nei periodi di maggiore lavoro. Io continuo a investire su Ferrara e a credere in questa città“.
Da qui l’appello finale: “Non voglio polemiche e non sono contro il Summer Festival. Vorrei soltanto che si trovasse una soluzione che permetta anche a noi, che lavoriamo tutto l’anno e investiamo sul territorio, di non rimanere completamente nascosti dietro una barriera“.