Economia e Lavoro
23 Giugno 2026
La campagna è stata presentata alla Camera del Lavoro di Portomaggiore dalla Flai Cgil. Il progetto è accompagnato da Mediterranea Saving Human, Libera, Ols e Cidas

Brigate del Lavoro contro lo sfruttamento dei lavoratori agricoli

di Redazione | 2 min

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Tutelare e rappresentare i lavoratori agricoli contro lo sfruttamento, è questo l’obiettivo delle Brigate del Lavoro Nazionali che si svolgeranno dal 29 giugno al 3 luglio nelle campagne tra Ferrara e Ravenna. La campagna è stata presentata alla Camera del Lavoro di Portomaggiore dalla Flai Cgil che in questo progetto è accompagnata, tra le altre, da Mediterranea Saving Human, Libera, Ols e Cidas.

Insieme a loro giornalisti e sindacalisti provenienti da tutto il territorio nazionale. L’obiettivo è quello di raggiungere il maggior numero di lavoratrici e lavoratori possibile per informarli dei loro diritti contrattuali, a partire dal giusto salario e diffondere informazioni sulla salute e sicurezza in agricoltura.

Si parla di un bacino, considerando le due province, di circa 30mila lavoratori ai quali verranno consegnati materiali informativi, dispositivi di protezione come cappellini per ripararsi dal sole e offerta acqua fresca. Oltre a questo Flai Cgil ha previsto momenti e iniziative collettive, culturali e social.

Alla conferenza erano presenti, Letizia Giovanardi segretaria generale Flai Cgil di Ferrara, Laura Mazzesi segretaria generale Flai Cgil di Ravenna, Emanuele Galossi ricercatore e Jean-René Bilongo Presidente e Legale Rappresentante pro tempore della Fondazione Osservatorio Placido Rizzotto che ha l’obiettivo di studiare le problematiche che minano il valore del lavoro nell’agricoltura e nella filiera agroalimentare, con particolare attenzione al caporalato e allo sfruttamento dei lavoratori.

“L’Osservatorio Placido Rizzotto – ha detto Bilongo – svolge questo ruolo da apripista che permette di spostare e leggere il contesto e di conseguenza di proiettare gli interventi occorrenti sul piano sindacale. È la missione che noi proviamo ad assolvere”.

“La memoria senza impegno – hanno affermato Giovanardi e Mazzesi – è solo ricordo. Il modo migliore per onorare tutte le vittime che hanno la perso la vita a causa dello sfruttamento e dell’assenza di diritti, è continuare ogni giorno la battaglia per il lavoro dignitoso, la legalità e la giustizia sociale nelle nostre campagne. Continueremo ad essere nei campi accanto alle lavoratrici e ai lavoratori, perché nessuno debba più perdere la vita per guadagnarsi da vivere”.

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