Gio 16 Mag 2019 - 594 visite
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Uccise la moglie malata, la Corte d’appello riduce la pena

L'omicidio avvenne nel maggio 2015, riconosciuta l'attenuante del risarcimento del danno

Cento. La Corte d’assise d’appello di Bologna ha ridotto la pena per Giuseppe Parmiani, 86enne che il 2 maggio del 2015 uccise la moglie, da tempo malata e costretta a letto, con una coltellata.

Nell’udienza celebrata mercoledì 15 maggio i giudici felsinei, seguendo le indicazione della Corte di Cassazione, hanno concesso a Parmiani (difeso dall’avvocato Giampaolo Remondi) l’attenuante del risarcimento del danno – non riconosciuta in primo grado dal gup di Ferrara, né nel primo giudizio d’appello – riducendo la pena di un terzo: da 9 anni e 4 mesi a (già a sua volta ridotta rispetto ai 10 anni iniziali) a 6 anni, 2 mesi e 20 giorni di reclusione.

L’uomo aveva offerto ai figli di trasferire la proprietà di un immobile a titolo di risarcimento del danno, ma i figli stessi rifiutarono, capendo che il gesto del padre era stato dettato dall’amore, dalla sofferenza e dalla disperazione.

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