Dom 26 Mag 2019 - 264 visite
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Le questioni irrisolte a sette anni dal terremoto

"Sisma 2012: ieri, oggi, domani": questo il titolo della tavola rotonda organizzata sabato mattina dal comitato Emilia Vite Scosse a Sant'Agostino

di Serena Vezzani

Sant’Agostino. “Sisma 2012: ieri, oggi, domani”: questo il titolo della tavola rotonda organizzata sabato mattina dal comitato Emilia Vite Scosse nella la sede di Sant’Agostino Soccorso. E si è parlato di ricostruzione, di sistema di erogazione dei fondi nel cratere colpito dal sisma, di mancata fiducia nelle istituzioni per la gestione dell’emergenza, passando per la tutela dei cittadini e per la giustizia alle vittime del sisma: un incontro di divulgazione del percorso intrapreso dai comitati e degli obiettivi futuri, con un occhio di riguardo per la prevenzione e la sensibilizzazione.

Presenti infatti anche dei rappresentanti dell’associazione nazionale “Noi non dimentichiamo” che riunisce ed accoglie i familiari delle vittime delle più grandi stragi italiane, all’interno del quale è confluito anche il comitato Emilia Vite Scosse, costituitosi per ricordare e rendere giustizia alle 29 vittime del terremoto e per unire i comuni del cratere: “Filo conduttore dei nostri comitati – ono state le parole del vicepresidente Stefano Serra e dell’avvocato Patrizia Micai, – sono la speranza e la determinazione che sia fatta giustizia e luce trasversali sulle vittime di disastri ambientali e sui luoghi di lavoro”.

Nello specifico, quello che vuole Vite scosse è “un incremento della struttura normativa, con una riduzione dei tempi processuali e una maggior tutela dei cittadini, perché il rischio è quello di lasciare i colpevoli impuniti”, ma soprattutto l’istituzione di una commissione parlamentare d’ inchiesta sui disastri colposi affinché la magistratura possa fare piena luce, per la quale il Ministro si è finalmente reso disponibile a verificarne l’attuazione il prossimo 29 giugno, in occasione del decennale della strage di Viareggio.

A illustrare il lavoro del Comitato verifica ricostruzione, invece, Andrea Zaniboni: un comitato costituitosi spontaneamente nel 2017 che vuole fare luce, con esposti alla Procura e e segnalazioni, dubbi di “illecito uso di denaro pubblico, oltre un miliardo di euro, elargito tramite i fondi per la ricostruzione post-sisma in Emilia Romagna”. Ponendo l’accento sull’esigenza di “controllare i controllori”, Zaniboni ha sottolineato inoltre come sia fondamentale “verificare la responsabilità e i criteri delle singole amministrazioni”.

A rispondere esponendo il percorso della ricostruzione il direttore dell’agenzia regionale per la ricostruzione Enrico Cocchi: “È di competenza della Procura esaminare le segnalazioni: attualmente sono 90 quelle pervenute sulle imprese, e circa 300 quelle sui cittadini”. Per quanto riguarda le pratiche, “10.800 per gli edifici residenziali sono attive, mentre sono 3500 quelle per il produttivo”. E, è la sua replica al Comitato verifica ricostruzione, “L’agenzia regionale si appoggia a una macchina pubblica e politica ben più ampia, ed affermare che non ci si possa fidare dell’operato poiché caratterizzato da malaffare diffuso è un problema”. Prosegue poi: “Non metto in dubbio che abbiamo fatto tanti errori, ma faccio fatica ad accettare che siano stati fatti con malafede: in Regione abbiamo fatto il possibile per segnalare alla magistratura le anomalie e le incongruenze. Ora sta a loro decidere”.

Compatti anche il comitato No triv, rappresentato da Betta Sala, e il comitato No gas con Michele Goldoni, che hanno sottolineato come sia fondamentale che “le istituzioni stiano al fianco dei cittadini, soprattutto dopo calamità naturali di questa entità, dopo le quali la comunità non è più la stessa”. Infine, a portare la sua testimonianza anche Maria Rita Storti, produttrice del premiato film “La notte non fa più paura”, film sul terremoto dell’Emilia: “Spero che la notte non faccia più paura” sono state le sue parole, “e che al di là dei danni morali ed economici le ferite nell’anima si stiano rimarginando: il sisma ha distrutto rapporti, cambiato le persone, è stato un vero e proprio terremoto dell’anima”.

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