Ven 18 Gen 2019 - 2013 visite
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“Comacchio o Terra dei Fuochi?”, nove domande al ‘sindaco presidente’

La consigliera di minoranza Sandra Carli Ballola attacca e chiede risposte sui progetti recenti e contestati: "Tenuti all'oscuro, umiliati e offesi. Nell'ex zuccherificio Fabbri apre alla Sipro di Orsatti, suo collega di partito"

Sandra Carli Ballola

di Giuseppe Malatesta

Comacchio. “Ancora una volta umiliati e offesi”. Parla in qualità di consigliera comunale di opposizione, ma anche come cittadina e per i cittadini Sandra Carli Ballola (La città futura), pochi giorni dopo “la scoperta per caso” dell’intervento di ‘rinaturalizzazione’ dell’area dell’ex Zuccherificio. Il progetto di Sipro, proprietaria del sito intervenuta di recente per difendere i quasi nobili obiettivi del progetto stesso, ha sconvolto, umiliato e offeso chi a Comacchio è già da mesi in trincea contro la Ex Cercom.

Ex Cercom, Ex Zuccherificio, Sipro e Sacmi, il Parco e il Comune di Marco Fabbri, fabbriche vista mare e uno zuccherificio pronto a diventare “una discarica risanata, edulcorata e decorata”: c’è spazio per tutto nelle riflessioni di una preoccupata Carli Ballola, e nelle nove domande indirizzate al sindaco e presidente del Parco.

  1. Comune e Parco, hanno autorizzato un progetto consistente nell’apporto e accumulo di “materiale derivato dalla lavorazione di terreni contaminati da idrocarburi” nella misura di circa 25 mila metri cubi all’anno per 10 anni, un campo da calcio alto 4 metri all’anno, per la realizzazione di una zona umida di 9 ettari. Non mancano alberi, una garzaia e un canale perimetrale. Tutto questo avveniva mentre il sindaco avviava in tutta fretta l’iter del progetto di una nuova fabbrica chimica sulla via del mare, senza verificare i rischi per la salute e per l’ambiente, i possibili danni al turismo e alle altre attività economiche. E in contrasto con la normativa del Parco. Perché, sindaco, continua a non informare la cittadinanza? Sull’ex Cercom, ha organizzato un’assemblea pubblica solo dopo più di 8 mesi dall’avvio del procedimento e senza tutti gli enti che sarebbero dovuti essere presenti, bensì con la sola ditta Sacmi. Sappiamo com’è andata. Perché questo progetto all’ex zuccherificio non è stato comunicato alla città, né in consiglio comunale, né sui giornali? E’ affiorato sulla stampa solo perché l’ex presidente del Parco del Delta del Po, Valter Zago l’ha appreso da conoscenti.

  2. Da dove vengono questi terreni? E da quali sostanze sono stati bonificati? Fino a che punto rimangono portatori di residui di tali sostanze? Perché non ritornano dove sono stati prodotti?

  3. Perché dovremmo accettare il versamento di enormi quantitativi di materiale non naturale, decontaminato, in cambio di cosa? Che vantaggio ne traiamo? Se si vuole intervenire sulle vasche dell’ex zuccherificio si usino terreni diversi, vorrei dire, normali.

  4. Non conosciamo gli aspetti economici del progetto; chiediamo che vengano chiariti i costi e i benefici.

  5. Ma prima di accettare o concordare progetti su una porzione di area, penso si debba avere in testa la visione complessiva, cioè un progetto per l’intero comparto ex zuccherificio, per l’entrata di Comacchio e del Parco. Alla luce di un’idea di città. E non procedere a mosaico, per tessere incomprensibili. Cosa intende fare dell’ex zuccherificio, Sindaco?

  6. Questo intervento ricade all’interno del Parco del Delta del Po (Stazione Centro Storico), e le vasche dello zuccherificio sono riconosciute come Area contigua di tipo Ac.Flu, dove sono consentite solo attività di tutela e valorizzazione ambientale, attività di ricerca scientifica, di turismo naturalistico, mentre è espressamente vietato l’insediamento di qualsiasi attività di smaltimento e recupero dei rifiuti, per cui chiedo perché non assecondare queste indicazioni con un progetto di cui andare orgogliosi e non con qualcosa che ci fa pensare alla Terra dei Fuochi?

  7. Quella dello zuccherificio è una zona archeologica: ricoprirla con migliaia di metri cubi di materiale decontaminato senza adeguate indagini e saggi archeologici, potrebbe portare alla perdita di preziose informazioni e reperti. Perché farlo?

  8. C’è una relazione, in questa vicenda, col fatto che l’amministratore unico della società Sipro è collega di partito del sindaco, nella nuova formazione politica Italia in comune?

  9. Tutto quanto sta accadendo a nostra insaputa ci umilia e ci offende: veramente si pensa che i comacchiesi siano così incapaci di capire e di reagire a quanto viene deciso sulle nostre teste? Veramente ci considerate così primitivi?

Il riferimento di Carli Ballola, nell’ottava delle nove domande, è ovviamente a Paolo Orsatti, coordinatore della lista civica ‘Ferrara Concreta’ e sostenitore della prima ora di ‘Italia in Comune’, il partito dei sindaci che riunisce Fabbri, Federico Pizzarotti e il sindaco di Cento Fabrizio Toselli.

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