Lun 14 Gen 2019 - 2431 visite
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“Terreni contaminati nell’ex Zuccherificio”, Zago scopre il velo e richiama la Regione

Una nota provocatoria dell’ex presidente del Parco solleva una “la questione opaca” che tocca da vicino Comacchio: “Quei nulla osta sono illegittimi, la Regione batta un colpo”

L’ex zuccherificio di Comacchio (foto da regione.emilia-romagna.it)

Comacchio. “Comacchio tutto può, anche diventare capitale del biopile”. Si apre provocatoria la nota di Valter Zago, ex presidente del Parco del Delta del Po, che porta alla luce una questione che lui stesso definisce “opaca”, ossia due recenti nulla osta del Parco che autorizzerebbero l’apporto nell’area dell’ex zuccherificio di Comacchio di terreni precedentemente bonificati dalla contaminazione di idrocarburi, nella misura di 25 mila metri cubi all’anno per dieci anni.

Il ‘biopile’ a cui fa riferimento Zago altro non è che una definizione tecnica delle operazioni di bonifica di questi terreni, procedimento di cui si occuperebbe “una società che collabora con Sipro, l’agenzia per lo sviluppo della nostra provincia. Una volta trattati – spiega Zago – verranno accumulati per la durata di un decennio nelle vasche dell’ex zuccherificio, di proprietà della stessa Sipro”.

Nello specifico, si legge nel nulla osta del 16 novembre 2018, il materiale naturale in questione deriverà “dalla lavorazione di terreni contaminati da sostanze biodegradabili effettuata presso l’impianto di trattamento della sede di Petroltecnica Spa di Ostellato” e l’operazione è ricompresa nel progetto di rinaturalizzazione dello storico zuccherificio.

“Prima della telefonata di un mio amico, non ne sapevo assolutamente nulla. Come me – continua – sono caduti dalle nuvole anche consiglieri comunali e componenti della commissione edilizia a cui ho chiesto spiegazioni: buio pesto. Possibile? Sì – critica Zago -, pensando alla proverbiale opacità della giunta Fabbri”.

“Leggendo i nulla osta del Parco, mi è tornata alla mente la lapidaria risposta che diede un tecnico municipale a chi obiettava, in una seduta del Consiglio Comunale di Comacchio, che non si poteva con un semplice ritocco del regolamento edilizio modificare la zonizzazione del Piano regolatore, al fine di consentire la trasformazione dei campeggi esistenti in villettopoli e centri commerciali aperti tutto l’anno, e a chiunque: ‘Non si può, ma se si deve si può’, fu la risposta”.

La nota politica di Zago prosegue con una condanna della “concezione onnipotente del governo locale, rilanciata dall’attuale Sindaco-assessore all’urbanistica-presidente del Parco, l’uno e trino Marco Fabbri, che in un esaltato ed autocelebrativo editoriale di ‘Comacchio informa’ (la pubblicazione di comunicazione istituzionale comacchiese, ndr) afferma ‘Comacchio può tutto, continuiamo a sognare!’”.

“Tutto e il suo contrario – aggiunge polemico Zago -, pianto compreso, a causa pure degli ultimi due progetti, uno più folle dell’altro, che interessano l’ex zuccherificio e l’ex Cercom, nel cuore del Parco e sull’asse strategico della testata a mare dell’idrovia padano-veneta. A mio avviso – dice poi tornando sull’argomento di partenza –  i suddetti nulla osta sono palesemente illegittimi: ma quello che veramente conta è il giudizio a tale riguardo della nostra Regione. La smetta, per favore, di starsene algida al balcone e batta un colpo, si assuma finalmente le proprie responsabilità verso il Delta e annulli queste autorizzazioni”.

“Così fece giustamente in passato l’assessore regionale Felicia Bottino – ricorda infine Zago – con le concessioni edilizie della lottizzazione ‘Salamandra’, rilasciate illegittimamente dal Comune di Comacchio. Così anche nella città bella del Trepponti potrà essere vissuto sostenibilmente il nuovo anno”.

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