
La Spal 1980-1981
di Davide Soattin
Milano, 16 novembre 1980. In uno dei più classici pomeriggi autunnali all’ombra della Madonnina, Milan e Spal si affrontarono a San Siro per la decima giornata del campionato di Serie B 1980-1981. Un campionato di altissimo livello, che in quella stagione vide addirittura scendere in cadetteria società storiche dal calibro di Lazio, Atalanta, Sampdoria, Genoa e Milan appunto. E in mezzo a queste potenze, i biancazzurri non sfigurarono affatto.
La partita. Passarono appena venti minuti dal fischio d’inizio e la Spal andò in vantaggio meritatamente con Grop, protagonista di un’azione personale che lo vide saltare momentaneamente Piotti e allargarsi il pallone fin sulla linea di fondo, per poi rientrare e riaccentrarsi, prima di fulminare con un tiro rasoterra il portiere rossonero. Ma fin qui poco materiale su cui lamentarsi alla moviola, anzi c’è più che altro da esultare e gioire, tant’è che la prima vera beffa per i biancazzurri si concretizzò un quarto d’ora più tardi dall’uno a zero.
Al 34′ infatti, in una delle sgroppate offensive dei padroni di casa, un tiro di De Vecchi in diagonale venne ribattuto da un difensore spallino e finì sui piedi di un giocatore milanista, che scagliò la sfera al centro dell’area piccola dove di spalle si contendevano la sfera Cavasin e Novellino. Sì, Novellino appunto, protagonista di quello che tutt’oggi è il gol della discordia, che come racconterà l’estremo difensore Renzi nelle ore successive al misfatto aveva “cercato prima di prendere il pallone con la testa, poi chiaramente il pallone era rasoterra, non poteva arrivarci, e così all’ultimo momento ha buttato il pugno sinistro e l’ha infilzata all’angolino”.
Il signor Barbaresco di Cormons però non si accorse del misfatto, o forse preferì non accorgersene, e inesorabile corse verso il centro del campo senza stare a sentire le vane proteste dei ferraresi, che recriminavano con grande veemenza il modo in cui la ‘Mano de Dios’ del centrocampista rossonero aveva permesso al Milan di pareggiare i conti. Proteste e recriminazioni che nel secondo tempo tornarono a farsi sentire con vigore sempre da parte degli estensi, quando un biancazzurro venne atterrato senza se e senza ma nell’area di rigore milanista. Nonostante ciò, la giacchetta nera friulana decise con fermezza di far proseguire e convinto negò il penalty ad Albiero e compagni.
A tre minuti dal triplice fischio, l’episodio che tagliò le gambe ai ragazzi di Rota. Cross dalla sinistra, stop di petto di Carotti e volée di sinistro della stessa ala destra che si infilò chirurgicamente alle spalle di Renzi. E’ la rete del 2 a 1 finale con cui il Milan liquidò la Spal in maniera poco meritata, lasciando a distanza di anni ancora numerosi dubbi sull’arbitraggio di quella gara e ingigantendo ancora di più lo spessore della prova fornita dai ferraresi, in quell’occasione capaci di mettere sotto una corazzata come quella rossonera.
Al termine dell’incontro, l’allora tecnico biancazzurro Battista Rota espresse nel post-partita tutto il suo dispiacere per il modo in cui andò a finire il match come testimonia un video dell’epoca che lo vede rispondere alle domande di un cronista in zona mista: “Oggi è stata una magnifica partita e parte del merito è nostro, perché i ragazzi si sono fatti in quattro e hanno messo in mostra una bellissima prestazione. Si è visto un bel calcio, che conferma come in Serie B si stia giocando bene. Noi andiamo a casa con un po’ di rammarico naturalmente, dato che dopo aver giocato così si sperava di far anche dei punti. Purtroppo non son venuti, niente di male. L’importante è che la squadra mi si mantenga su dei livelli così”.
Milan-Spal 2-1 (1-1)
Milan: Piotti, Tassotti, Battistini, De Vecchi, Collovati (dal 46′ Minoia), Baresi, Buriani, Novellino, Cuoghi, Romano (dal 66′ Carotti), Vincenzi. All.: Giacomini.
Spal: Renzi, Cavasin, Ferrari, Brilli, Albiero, Miele, Giani, Castronaro, Bergossi (dal 78′ Gelain), Tagliaferri, Grop. All.: Rota.
Arbitro: Barbaresco di Cormons.
Marcatori: 20′ Grop, 34′ Novellino, 87′ Carotti.
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