È guerra totale dei residenti di piazza Ariostea al Ferrara Summer Festival. Oltre una cinquantina di cittadini hanno presentato, tramite l’avvocato Francesco Vinci, una diffida al Comune di Ferrara, alla Prefettura, ad Arpae, alla Soprintendenza e alla Polizia Locale chiedendo la revoca delle autorizzazioni del “Ferrara Summer Festival 2026” e lo spostamento definitivo della manifestazione da Piazza Ariostea.
La diffida parla di violazione della normativa regionale in materia di manifestazioni temporanee e inquinamento acustico, tutela della salute pubblica e tutela dei beni culturali.
Al centro della contestazione vi è la presunta violazione della Delibera della Regione Emilia-Romagna n. 1197/2020 in materia di inquinamento acustico.
La normativa regionale, infatti, consentirebbe in Piazza Ariostea un massimo di 3 concerti all’aperto annui e non consecutivi, mentre il programma del festival prevede già 13 date, in diversi casi consecutive e con eventi protratti fino a notte inoltrata.
Secondo i residenti, inoltre, “non risulterebbe ad oggi presentata la necessaria richiesta di deroga acustica; mancherebbero adeguate valutazioni tecniche; le emissioni sonore previste sarebbero incompatibili con la tutela della salute pubblica e del diritto al riposo”.
La diffida richiama anche i rilievi già emersi durante l’edizione 2025, quando sarebbero stati registrati superamenti dei limiti acustici autorizzati.
Secondo la delibera regionale, l’orario massimo consentito è fissato alle 23, mentre i concerti di Piazza Ariostea si protraggono fino a mezzanotte e, in alcuni casi, anche alle 2 di notte.
Dall’esame della documentazione trasmessa dalla Soprintendenza emergerebbe, inoltre, che anche per il “Ferrara Summer Festival 2026” l’istanza finalizzata all’utilizzo di Piazza Ariostea “sia stata presentata direttamente dall’Associazione Butterfly e non dal Comune di Ferrara, con conseguente illegittimità dell’intero procedimento autorizzativo per difetto di legittimazione”.
Viene inoltre contestata l’occupazione prolungata di Piazza Ariostea per oltre due mesi, ritenuta “una sostanziale sottrazione di un bene storico e monumentale alla libera fruizione dei cittadini”.
I firmatari chiedono pertanto “l’annullamento delle autorizzazioni eventualmente rilasciate; il rispetto, in ogni caso, del limite massimo di 3 concerti non consecutivi previsto dalla normativa regionale; l’individuazione di una sede alternativa idonea e conforme alle norme vigenti”.
La diffida chiede infine alla Prefettura di Ferrara di valutare, per quanto di competenza, l’adozione di ogni opportuna iniziativa volta alla tutela dell’ordine pubblico, della salute pubblica, della quiete dei residenti e della corretta fruizione del patrimonio culturale cittadino”.
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