Economia e Lavoro
13 Maggio 2026
Per Filctem "manca una strategia industriale concreta". Versalis risponde: "La procedura attivata fa riferimento a una prassi utile a favorire il turnover dei lavoratori"

Versalis intende licenziare 30 lavoratori

di Redazione | 4 min

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Versalis ha annunciato alle segreterie di Filctem, Femca e Uiltec l’intenzione di avviare una procedura di licenziamento collettivo per il sito di Ferrara, coinvolgendo 30 lavoratrici e lavoratori.

Il messaggio, come spiega da Filctem, è arrivato il 5 maggio alle sezioni di Ferrara e nella comunicazione, “l’azienda tenta di giustificare gli esuberi motivandolo con un generico ‘clima di forte incertezza’“. “Versalis – aggiungono – richiama inoltre la continuità con le strategie di Eni e con l’evoluzione della chimica europea, nonché con quanto già avviato negli anni scorsi attraverso il piano di trasformazione della chimica Eni-Versalis”.

In una nota Versalis precisa che “la procedura attivata, seppur inquadrata dal punto di vista normativo nell’istituto del licenziamento collettivo con accesso alla Naspi, fa riferimento a una prassi utile a favorire il turnover dei lavoratori, già avviata nel recente passato anche in altri siti Versalis con la sottoscrizione di accordi sindacali, e che tiene conto in via prioritaria del criterio della volontarietà con incentivazione economica.”

In questo specifico caso, aggiunge l’azienda, “la procedura potrà coinvolgere nei prossimi due anni al massimo 30 persone, che decideranno di anticipare l’uscita dal mondo del lavoro alle condizioni previste dalla normativa.”

Filctem ricorda che nel “protocollo firmato nel marzo 2025 presso il Mimit — protocollo che la Regione Emilia-Romagna non ha sottoscritto — Eni aveva invece garantito il mantenimento delle attività e dei conseguenti livelli occupazionali e delle attività nei siti di Ferrara, Ravenna e Mantova non coinvolti dalla chiusura dei cracking di Priolo e Brindisi”. Sottolineano quindi la “contraddizione” rispetto alla “decisione unilaterale di aprire una procedura di mobilità” visto “quanto sottoscritto nel verbale del 26 febbraio 2025 e nel protocollo ministeriale del 10 marzo”.

“Oggi – aggiungono – ci troviamo di fronte a uno scenario internazionale ancora più complesso rispetto al 2024, anno che già presentava elementi di forte criticità. In questo contesto sarebbe necessario il mantenimento delle produzioni in loco a sostegno di filiere produttive corte a valle della chimica di base”.

Descrivono un quadro in cui “le difficoltà e le incertezze che stanno vivendo anche altre realtà della chimica italiana — come Yara e Basell, restando al territorio ferrarese — derivano dall’assenza di un quadro industriale certo”. “Un quadro – proseguono – che Eni si era limitata a garantire a parole nella fase di chiusura dei cracking, ma che oggi mostra clamorosamente tutti i suoi limiti, a Ferrara come nel resto del Paese”.

E questo “a poco più di un anno dalla sottoscrizione di quelle intese e dopo le ripetute dichiarazioni pubbliche a mezzo stampa dell’ad di Versalis, Adriano Alfani che aveva definito l’importanza strategica per la chimica di specialità il sito ferrarese, assicurando l’assenza di ricadute occupazionali e produttive in continuità con il piano industriale 2023-2026 legato al progetto dei cavi, oggi ci troviamo invece di fronte all’annuncio di 30 esuberi, pari a circa il 10% della forza lavoro del sito“.

Per Filctem appare evidente che “Eni sta smantellando pezzo dopo pezzo la chimica in Italia”, pur essendo “una società dello Stato, non ha alcuna intenzione di esercitare il suo ruolo di responsabilità sociale che dovrebbe assumere nei confronti del Paese”.

“Manca – ribadiscono – una strategia industriale concreta che volge lo sguardo alla vera transizione fatta di processi verdi per una chimica sostenibile. Manca la volontà di proteggere e valorizzare il Know how delle persone, così come manca il ricambio generazionale in grado di garantire la continuità di quei saperi che sono del petrolchimico”.

E ancora: “Tutto ciò si traduce in perdita di posti di lavoro specializzati impoverendo il Polo Industriale e il territorio. Servirebbe, anche se tardiva, una iniziativa del Governo a sostegno dell’Industria nel nostro Paese, evitando atteggiamenti accondiscendenti verso le multinazionali che chiudono qui per poi produrre all’estero e reimportare i prodotti sul mercato nazionale”.

“Chiediamo pertanto – concludono – come sindacato di creare un percorso istituzionale con la Regione; c’è la necessità di aprire una discussione che ponga al centro il lavoro e le competenze delle maestranze territoriali“.

*articolo aggiornato alle 13.55 del 12 maggio – aggiornato nuovamente alle 17.46 aggiungendo la nota di Versalis

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