Due scioperi in due città diverse, ma la direzione è la stessa: difendere i lavoratori. La Cgil si mobilita e si “sdoppia”. Per venerdì 11 dicembre la Camera del Lavoro ha proclamato due scioperi generali. Quello dei comparti pubblici (Sanità, Regioni, Autonomie Locali, Ministeri, Enti Pubblici non Economici, Agenzie Fiscali, Vigili del Fuoco, Arpa), che si svolgerà a livello interregionale con destinazione Milano per l’Emilia-Romagna, e quello dei lavoratori della conoscenza e dell’istruzione, che si svolgerà a Roma per tutta l’Italia. 
“Proseguiamo con le iniziative di protesta contro una finanziaria che non dà risposte su lavoro e sviluppo – è la voce di Giuliano Guietti, segretario generale della Cgil di Ferrara -; e lo facciamo con manifestazioni specifiche: quella a sostegno dei lavoratori del pubblico, che si trovano di fronte a un processo di centralizzazione e legiferazione del governo che restringe sempre più lo spazio di negoziazione e di gestione del rinnovo del contratto nazionale; e quella a sostegno di scuola e istruzione, i cui lavoratori sono al centro di una gigantesca operazione di riduzione delle risorse e di tagli al personale”.
A scendere in piazza, però, anche questa volta, la Cgil sarà da sola, senza l’appoggio delle altre sigle confederali di Cisl e Uil. “Purtroppo è vero – alza le braccia Guietti -; d’altra parte siamo in una situazione tale che riteniamo che sarebbe irresponsabile stare fermi a guardare. Sarebbe davvero grave sottovalutare quello che sta succedendo”.
E il succo di quanto sta succedendo è tutto nelle rivendicazioni della Flc-Cgil, che per i settori della conoscenza rivendica le motivazioni dello sciopero, che si terrà a Roma a partire dalle 9.30: i tagli di risorse e la riduzione di personale nei comparti della conoscenza per effetto della legge 133/08; l’insufficiente stanziamento previsto per i prossimi rinnovi contrattuali; i progetti di riordino che mirano allo smantellamento del sistema pubblico di istruzione e formazione e la riorganizzazione degli enti pubblici di ricerca; la mancanza di un piano organico per la stabilizzazione del personale precario; i contenuti del decreto legislativo in materia di pubblica amministrazione che riduce gli spazi di democrazia, le garanzie e le tutele per i lavoratori; la richiesta di chiusura in tempi rapidi dei contratti 2006-2009 del comparto Afam e dell’Area V dei dirigenti scolastici; la richiesta di apertura dei tavoli contrattuali 2006-2009 per l’A.S.I e la dirigenza di università e ricerca. 
A Milano scenderanno instrada i comparti pubblici, sempre alle 9.30, con partenza da Porta Venezia per arrivare a Piazza Duomo, contro la finanziaria, i tagli al salario accessorio e le decurtazioni in caso di malattia, la Legge 15/09 e il D.Lgs 150/09 che tolgono ruolo alla contrattazione; per la stabilizzazione dei lavoratori precari e l’estensione di tutti i diritti contrattuali; e per un contratto che aumenti la capacità di acquisto delle retribuzioni, con un incremento tabellare di 150 euro nel triennio, aggiunga un’ulteriore quota per il salario accessorio e per recuperare le differenze che si sono prodotte nel biennio 2008/09; valorizzi la professionalità; consolidi una parte significativa del salario accessorio; sostenga il ruolo delle Rsu, dando spazio alla contrattazione integrativa.
Da Ferrara partiranno dei pullman per Milano (per prenotazioni rivolgersi alle proprie Rsu o ai numeri 0532.783275 – 348.7510147) alle 5 dall’ex Mof; da Comacchio ore 4 davanti all’ospedale San Camillo; da Lagosanto alle 4.20 davanti all’ospedale del Delta; da Argenta alle 4 davanti all’ospedale; da Copparo alle 4.30 davanti al supermercato Alìper; da Bondeno alle 4.30 davanti alla Coop; da Mirabello alle 4.45 davanti al Comune; da Cento alle 5.15 davanti alla Pandurera.
Per caratterizzare la giornata anche in chiave locale la Cgil terrà un gazebo a Ferrara, in piazza Savonarola, a partire dalle 15, con distribuzione di materiale informativo “con due parole d’ordine – spiega Manuela Fantoni dell’organizzazione -: combattere la crisi e rivendicare la democrazie nella contrattazione”.
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