Naomo, scatta l’ora X
Nicola Lodi detto Naomo da oggi può tornare a occuparsi di politica. I 18 mesi di sospensione da ogni carica amministrativa dovuta alla legge Severino sono terminati
Nicola Lodi detto Naomo da oggi può tornare a occuparsi di politica. I 18 mesi di sospensione da ogni carica amministrativa dovuta alla legge Severino sono terminati
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“I progetti sono ancora lì, le idee non sono andate da nessuna parte. Ferrara è ancora la mia città e io sono ancora un politico di strada. Nessuna sentenza, nessuna sospensione, nessun avversario potrà mai cambiarlo“. Sono le parole che Nicola Lodi utilizza per il rientro in politica dopo aver scontato la ‘squalifica’ di 18 mesi da ogni carica amministrativa dovuta all’applicazione della Legge Severino successiva alla condanna in primo grado a 2 anni e 10 mesi per il reato di induzione indebita nel processo per il caso Cidas.
“Ho fatto il conto alla rovescia sui social in questi giorni. In tanti si sono chiesti per cosa, i più simpatici hanno ipotizzato una missione nello spazio. E invece la ragione è più semplice di così. Volevo solo contare i giorni che mancavano alla fine della sospensione. Contare i giorni è il modo per ricordarmi ma soprattutto ricordarvi che c’era un dopo e che il dopo sarebbe arrivato. E adesso è arrivato” dice Lodi, che – nel frattempo – aveva anche dato le dimissioni da assessore.
L’ex vicesindaco prosegue: “Ci ho messo un po’ a capire cosa stavo vivendo davvero in questi 18 mesi. All’inizio pensavo fosse una questione di carriera, di ruolo, di quello che avrei perso o guadagnato. Poi ho avuto l’ictus, e lì ho capito che non era una questione di carriera. Era una questione di vita. Non nel senso drammatico della parola…ma nel senso più semplice e concreto: io senza politica non vivo. Non funziono. Non sono me stesso. La politica non è il mio lavoro. È il modo in cui mi sveglio la mattina. È la telefonata di un residente del Gad che ancora oggi, dopo quasi due anni di sospensione, chiama me perché non sa a chi rivolgersi. È il caffè con le forze dell’ordine, il marciapiede rotto che segnalo, la persona anziana che mi ferma per strada e mi racconta qualcosa che non va. È il motivo per cui in cinquant’anni ho imparato a rialzarmi ogni volta che qualcuno pensava di avermi messo al tappeto”.
“Questi 18 mesi – prosegue – me li ricorderò per sempre. Non per la sospensione, non per le aule di tribunale, non per chi festeggiava convinto di avermi tolto di mezzo. Me li ricorderò per le persone che non si sono mai girate dall’altra parte. Il sindaco Alan Fabbri, che non ha mai smesso di dimostrarmi stima anche quando non era comodo farlo. Gli agenti della Polizia Locale. Le associazioni. I dirigenti. La mia gente del Gad e delle frazioni, che continuava a fermarmi per strada e a dirmi “devo tornare”. A tutti loro devo qualcosa che non si ripaga facilmente”.
“Ho passato mesi a chiedermi se sarei riuscito a tornare quello di prima. Se avrei ritrovato l’energia, la voglia, la rabbia giusta. La risposta, oggi, è sì. Non sono quello di prima. Sono qualcosa di più. Questi 18 mesi mi hanno tolto tanto, ma mi hanno anche dato una consapevolezza che prima non avevo: so esattamente perché faccio quello che faccio. E non ho nessuna intenzione di smettere” chiude Lodi, lanciando un appuntamento. La data è quella di sabato 27 giugno all’Hotel Carlton per una conferenza stampa dedicata a “chi vuole incontrarmi, ascoltarmi e raccontarmi cosa è cambiato in questi mesi”.
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