Cronaca
21 Giugno 2026
A sei mesi dagli incendi che hanno reso inagibili le torri A, B e C, i condomini denunciano "una gestione fallimentare e ostruzionistica". Chiesto il deferimento dell'amministratore all'Autorità giudiziaria e preannunciati esposti agli ordini professionali

Grattacielo, il Comitato passa all’attacco contro amministratore e direttore dei lavori

di Redazione | 3 min

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La crisi del Grattacielo compie un nuovo salto di livello sul piano legale e istituzionale. A sei mesi dagli incendi che nel gennaio 2026 hanno portato all’inagibilità delle torri A, B e C del complesso di viale Cavour, il Comitato dei Condòmini per la Trasparenza del Grattacielo ha annunciato una serie di iniziative formali nei confronti dell’amministratore pro tempore, Francesco Donazzi, e del direttore dei lavori, l’ingegnere Denis Zanetti dello Studio Mezzadri.

In una nota diffusa alla stampa, il Comitato parla apertamente di “una gestione fallimentare e ostruzionistica” e denuncia il perdurare di una situazione di stallo che continua a tenere lontane da casa circa 150 famiglie.

Tra le azioni intraprese figura una segnalazione inviata a Comune, Prefettura, Polizia Locale e Protezione Civile con la richiesta di verificare l’eventuale inottemperanza dell’amministratore alle ordinanze sindacali emanate dopo gli incendi. Secondo il Comitato, i provvedimenti imponevano la presentazione entro 15 giorni di perizie tecniche e cronoprogrammi per il ripristino delle condizioni di sicurezza.

Nella segnalazione si sostiene che, a distanza di mesi, l’amministratore risulti “totalmente inerte e inadempiente rispetto agli ordini impartiti dall’Autorità” e si chiede agli enti competenti di valutare il deferimento all’Autorità giudiziaria per la violazione dell’articolo 650 del Codice penale, relativo all’inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità.

Parallelamente, il Comitato ha notificato una formale contestazione e messa in mora allo Studio Mezzadri e al direttore dei lavori Denis Zanetti. Nel documento vengono contestate presunte carenze sul piano della trasparenza documentale, il mancato accesso ad alcuni atti richiesti dai condomini e il rifiuto di predisporre la documentazione tecnica necessaria per l’adeguamento antincendio delle parti comuni prima del saldo delle competenze professionali.

Una condotta che il Comitato definisce “deontologicamente censurabile e professionalmente scellerata”, ritenendo che stia contribuendo a bloccare il percorso necessario per la revoca delle ordinanze di inagibilità.

Il presidente del Comitato, Daniele Pachera, annuncia ulteriori iniziative qualora non arrivino risposte in tempi brevi. “Non arretreremo di un millimetro. Se entro 48 ore non riceveremo la documentazione tecnica e contabile richiesta, procederemo senza ulteriore preavviso con gli esposti ai rispettivi Ordini Professionali”.

Lo stesso Pachera prospetta anche un possibile coinvolgimento della Procura della Repubblica nel caso in cui dovessero continuare le limitazioni all’accesso temporaneo degli appartamenti da parte dei proprietari. Secondo il Comitato, alcuni condomini non potrebbero entrare nelle proprie abitazioni senza sostenere il costo di un servizio di vigilanza privata.

Nel comunicato viene inoltre lanciato un appello pubblico a studi tecnici e imprese specializzate affinché valutino la possibilità di subentrare nell’iter di adeguamento delle torri. “Abbiamo bisogno di professionalità e volontà di risolvere il problema, non di ostruzionismo”, afferma il Comitato.

Prosegue infine la raccolta firme per una petizione indirizzata a sindaco e prefetto con la quale i residenti chiedono di poter accedere temporaneamente e gratuitamente alle proprie abitazioni per recuperare beni personali e necessità essenziali.

La vicenda del Grattacielo continua dunque ad alimentare tensioni e polemiche, mentre le famiglie sfollate attendono ancora una soluzione che consenta il ritorno nelle proprie case e la ripresa dei lavori necessari alla messa in sicurezza del complesso.

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