Cronaca
17 Marzo 2016
Confermate condanne per l’ex carabiniere Tufariello e per l’imprenditore Varsallona. Nuovo Appello per l’ufficiale Amatiello

Processo Noe-Niagara, la cassazione annulla l’assoluzione

di Marco Zavagli | 2 min

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niagaraLa Cassazione conferma le condanne per l’allora carabiniere dei Noe Vito Tufariello e per l’imprenditore Marco Varsallona, e annulla la sentenza di Appello che assolveva l’ufficiale dell’Arma Sergio Amatiello dal reato di tentata concussione.

È il verdetto uscito dal terzo grado di giudizio del processo Noe-Niagara, il cui penultimo capitolo era stato scritto un anno fa dalla Corte di Appello di Bologna. Allora, il 15 gennaio del 2015, i giudici di seconda istanza ammorbidirono le condanne subite dai tre imputati (Sergio Amatiello, Vito Tufariello e Marco Varsallona) in primo grado.

La vicenda nasce da un’ispezione del Noe presso la società con sede a Poggio Renatico, attiva nello smaltimento di rifiuti speciali nel febbraio 2008. Secondo l’accusa il luogotenente Amatiello e il maresciallo Tuffariello, ufficiali dei Carabinieri del Noe, in concorso con Varsallona (legato ai primi due da rapporti extraprofessionali: stavano costituendo insieme una società di consulenza in materia ambientale) avevano indotto Marco Carretta (titolare di Niagara, azienda di Poggio Renatico attiva nel trattamento di rifiuti speciali) a promettere loro una somma tra i 20mila e i 40mila euro per “ammorbidire” le conclusioni dell’informativa finale da depositare in procura. In pratica avrebbero prospettato ai vertici dell’azienda che, con quella mazzetta, avrebbero salvato gli impianti dal sequestro e loro stessi dalle misure cautelari. Il reato non si consumò perché Carretta denunciò il fatto alle autorità. Di qui la derubricazione della concussione in “tentata”.

Il 29 gennaio 2013 il processo di primo grado si chiuse con la condanna in rito abbreviato a 2 anni e 4 mesi per Tuffariello, 2 anni e 2 mesi per Amatiello e Varsallona (oltre a 120mila euro di provisionale alle parti civili: l’imprenditore e due dirigenti, Davide Gherardi e Fabiana Cosmar). La pena superiore per Tuffariello era dovuta a un altro capo di accusa che pendeva sul militare, la rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio relativamente alla fase della stesura della informativa finale sull’esito delle indagini sull’azienda.

In Appello, la Corte ha ritenuto che non sussistessero prove sufficienti contro Amatiello, assolto, e ha abbassato l’ammontare delle pene per i coimputati: un anno e otto mesi per Varsallona e un anno e dieci mesi per Tufariello. Per entrambi è stata stabilita la sospensione condizionale.

Ora la Cassazione fa ripartire dal secondo grado il processo per Amatiello. “I processi sono fatti di tre gradi di giudizio – è il commento dell’avvocato di parte civile Fabio Anselmo -: guai a cantare vittoria troppo presto. La Cassazione oggi ci ha reso giustizia”.

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