‘Ndrangheta a Ferrara. Il mondo della cosca Gallace
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Sarà processato con rito abbreviato Sergio Borea, il 64enne attualmente nel carcere di via Arginone, accusato del duplice tentato omicidio di Lauro Collini e Graziana Arlotti, i due coniugi che – lo scorso 25 aprile – furono presi a colpi di fiocina nella loro abitazione di via Copparo, a Boara.
La scelta del rito alternativo a quello ordinario è stata formalizzata nella mattinata di ieri (mercoledì 18 marzo) davanti al gup Marco Peraro del tribunale di Ferrara, dopo il mancato raggiungimento di un accordo risarcitorio tra le parti che avrebbe permesso all’imputato di patteggiare.
Durante l’udienza, la difesa, rappresentata dall’avvocato Massimo Bissi, aveva richiesto l’accesso al rito abbreviato subordinandolo allo svolgimento di una perizia balistica, istanza che non è stata accolta. Il giudice ha invece ammesso la costituzione di parte civile delle due vittime e dei loro figli, assistiti dall’avvocato Valentina Bordonaro.
L’assalitore e i due coniugi erano legati da un rapporto parentale. Sergio Borea è stato infatti il marito della nipote di Collini, morta lo scorso marzo. Le due famiglie – da tempo alle prese con gravi dissidi legati a motivi economici – vivevano una di fronte all’altra, in un piccolo gruppo di case, separate nel cortile solamente dalla presenza di una recinzione mobile.
Quel giorno di aprile di un anno fa, però, quei profondi dissidi si trasformarono in una deliberata aggressione a mano armata. Collini era stato colpito all’addome, mentre Arlotti al collo, dai dardi scagliati da una fiocina da sub, sparati dal 64enne. Tutti e due erano stati poi trasportati d’urgenza in ospedale.
Il primo in elisoccorso e la seconda in ambulanza, riuscendo a sopravvivere nonostante il grande spavento iniziale. Borea invece, dopo il fatto, era immediatamente fuggito da casa. A ritrovarlo, in via Fratelli Navarra, a Malborghetto di Boara, poche ore dopo, erano stati i carabinieri.
I militari lo arrestarono e poi lo trasferirono nel carcere di via Arginone. A lui, dopo una consulenza medico legale effettuata su entrambi, la pm di turno Ombretta Volta contesta oggi l’aver scagliato due dardi nei confronti dei coniugi in maniera potenzialmente idonea a determinarne la morte.
Si torna in aula il 29 aprile per la discussione del processo.
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