Cronaca
4 Febbraio 2014
Iniziato il processo per omicidio colposo contro un medico di base

Il ricovero immediato le avrebbe salvato la vita

di Marco Zavagli | 2 min

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adminÈ iniziato il processo per omicidio colposo a carico del medico di base che, secondo l’accusa, sottovalutò il quadro clinico in cui versava Maria Roncati e che, complicandosi, la portò alla morte.

Era la fine di marzo 2011 quando la donna, 64 anni, accusa senso di nausea, vomito e dissenteria. la famiglia chiama il medico di base, il dottor Massimo Bevilacqua, ora imputato, difeso dall’avvocato Andrea Toschi. dopo un primo consulto telefonico, il 27 marzo, il medico effettua due visite domiciliari il 28 e 29 marzo.

In qualità di medico curante, avendo accertato il malessere della paziente, si è limitato a prescrivere semplicemente una terapia medica fatta di dieta e antiemetici. Il grave stato di disidratazione portò così la donna a una embolia polmonare per trombosi venosa periferica. “Un ricovero immediato –sintetizza l’avvocato di parte civile Antonio Boldrini – le avrebbe salvato la vita”. E invece la donna si presentò in ospedale solo il primo di aprile – il giorno del suo compleanno -; venne visitata e operata d’urgenza alla colicisti. Ma morì il giorno stesso.

Dei sei medici indagati inizialmente per omicidio colposo solo Bevilacqua è stato rinviato a giudizio. Il gip ha deciso per l’archiviazione di tutte le altre posizioni, giudicate ininfluenti a livello di causalità dell’evento. E questo dopo una prima richiesta di archiviazione del pm alla quale si era opposta la parte civile. Inizialmente si era ipotizzata come causa del decesso una coagulazione intravascolare disseminata. Una spiegazione clinica contestata dalla famiglia e che ha spinto il giudice a disporre una perizia. Il medico legale di Brescia Francesco De Ferrari e il direttore di chirurgia dell’ospedale civile lombardo Gerolamo Tonini ravvisarono invece una tromboembolia polmonare. Dopo queste conclusioni il gip aveva rinviato gli atti al pm che ha chiesto il rinvio a giudizio per il medico di base.

In udienza, davanti al giudice Luca Marini e al pm Nicola Proto, si è costituita parte civile la madre della donna, mentre figlia e marito chiederanno un risarcimento in sede civile. Il 30 maggio verranno sentiti i testimoni.

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