La farmacia come luogo familiare e accessibile, dove trovare informazioni per riconoscere una situazione di violenza e sapere a chi rivolgersi. È questo l’obiettivo della campagna di sensibilizzazione presentata giovedì 29 ottobre nella Sala degli Arazzi della residenza municipale di Ferrara, promossa da Afm Farmacie Comunali, Federfarma Ferrara e Ordine dei Farmacisti, in collaborazione con il Centro antiviolenza del territorio e con il sostegno dell’assessorato comunale alle Pari opportunità.
Il progetto prevede la distribuzione e l’esposizione di locandine nelle farmacie, con l’intento di far conoscere a donne di tutte le età i servizi disponibili quando vivono situazioni di violenza o temono di esserne vittime. La campagna coinvolge 114 farmacie private associate a Federfarma nella provincia, 11 farmacie comunali di Ferrara e quattro farmacie ospedaliere.
Le locandine illustrano in modo semplice i servizi offerti dal Centro antiviolenza, gestito dal Centro Donna Giustizia Aps per conto dei Comuni del territorio provinciale. Tra questi ci sono la consulenza psicologica e legale, il supporto per riconoscere le diverse forme di violenza, la tutela della riservatezza e dell’anonimato, la mediazione linguistica e la possibilità di accoglienza protetta per le donne che devono allontanarsi da casa perché in pericolo. Tutti i servizi sono gratuiti.
Un messaggio centrale accompagna le informazioni: chiedere aiuto non significa essere obbligate a denunciare. Il Centro offre ascolto, sostegno e orientamento rispettando i tempi, le scelte e l’autodeterminazione di ogni donna, senza imporre un percorso per il quale non si sente ancora pronta.
Un ulteriore strumento di accessibilità è il QR code presente sulle locandine, che permette di consultare gli stessi contenuti con spiegazioni aggiuntive e traduzioni in diverse lingue, tra cui inglese, arabo e urdu. L’obiettivo è raggiungere anche le donne che hanno una conoscenza limitata dell’italiano.
Il Centro antiviolenza opera in tutta la provincia attraverso la sede di Ferrara e sei sportelli di ascolto ad Argenta, Bondeno, Codigoro, Comacchio, Cento e Copparo, per l’Unione Terre e Fiumi. Il servizio è sostenuto da fondi statali e dalla compartecipazione dei Comuni aderenti al progetto “Uscire dalla Violenza”, coordinato dal Comune di Ferrara.
“Informare significa offrire una possibilità”, ha sottolineato l’assessora comunale alle Pari opportunità Angela Travagli. “Con questo progetto le farmacie del territorio, presidi sociali di ascolto e fiducia, veicolano un messaggio importante: la violenza non deve essere affrontata in silenzio e in solitudine, esistono servizi qualificati a cui rivolgersi e ogni donna ha diritto a essere ascoltata, accolta e sostenuta, senza giudizio”.
Travagli ha evidenziato il valore di un’informazione “corretta, accessibile e rispettosa” come strumento per prevenire la violenza e promuovere consapevolezza. La campagna, ha aggiunto, si affianca all’iniziativa nazionale “Contro la violenza mai Bandiera bianca”, promossa da Anci e dal Dipartimento per le Pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, che l’assessorato ferrarese ha contribuito a diffondere da giugno attraverso biblioteche, associazioni di categoria, sindacati e altre istituzioni e realtà impegnate nel contrasto alla violenza.
Per Angela Alvisi, presidente del Centro Donna Giustizia, la collaborazione con le farmacie pubbliche e private e con l’Ordine dei Farmacisti rappresenta un sostegno prezioso. “L’attività di contrasto della violenza di genere necessita di alleanze, di collaborazione attiva tra istituzioni, servizi, associazioni, aziende e dell’assunzione di responsabilità di ogni persona”, ha affermato, sottolineando l’importanza di fornire strumenti alle donne e alle ragazze che subiscono violenza affinché possano uscirne.
Anche Afm considera la farmacia un presidio di prossimità che può contribuire a far conoscere i servizi specializzati, senza sostituirsi a essi. La presidente Paola Nocenti ha spiegato che l’adesione al progetto si è tradotta nella partecipazione alla realizzazione della locandina e nell’impegno a diffonderne il messaggio attraverso la rete delle farmacie comunali. “Non pretendiamo – ha osservato – che una locandina possa risolvere una situazione così complessa, ma siamo convinti che anche un’informazione chiara, incontrata nel momento giusto, possa rappresentare un primo passo importante.”
Il presidente dell’Ordine dei Farmacisti della provincia di Ferrara, Marcello Delfino, e la vicepresidente Claudia Boari hanno ricordato che l’iniziativa si inserisce in continuità con il “Progetto Mimosa”, già avviato, e punta a consolidare la collaborazione tra le realtà del territorio. L’Ordine ha inoltre promosso, in collaborazione con le aziende sanitarie ferraresi, un momento di formazione specifico per i farmacisti, previsto per il 30 novembre, per fornire strumenti utili a riconoscere situazioni di rischio e orientare le donne verso i percorsi di aiuto.
La presidente di Federfarma Ferrara, Stefania Menegatti, ha infine rimarcato il ruolo delle farmacie come presidi sanitari di prossimità, anche grazie al rapporto di fiducia costruito nel tempo con le persone. “In questa iniziativa la farmacia può fare da ponte tra la persona e il Centro antiviolenza”, ha dichiarato, indicando nella collaborazione tra sanità, servizi sociali e istituzioni una risorsa per fare in modo che “nessuna donna si senta mai sola e nessuna richiesta di aiuto rimanga senza risposta”.
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