Tentato omicidio al Doro. Confermata la custodia in carcere
È stata confermata, nella mattinata di ieri, la custodia cautelare in carcere per la 40enne fermata lunedì 29 giugno con l'accusa di tentato omicidio ai danni della coinquilina
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Ferrara Tua deve riconoscere immediatamente il diritto di accesso agli atti dei consiglieri che vogliono controllare la regolarità della cessione di Amsef. Il difensore civico dell'Emilia-Romagna dà ragione ai consiglieri di minoranza Anselmo e Nanni
Il gip del Tribunale di Ferrara ha chiesto al pubblico ministero di riformulare il capo d'imputazione nel procedimento che vede coinvolta una dottoressa dell'ospedale di Argenta, inizialmente inserita nel procedimento a carico di Matteo Nocera, l'infermiere accusato dell'omicidio volontario pluriaggravato di Antonio Rivola
Un sopralluogo congiunto effettuato a maggio in una proprietà privata del territorio comunale di Copparo ha portato all'emissione di un'ordinanza del sindaco Fabrizio Pagnoni per garantire migliori condizioni di vita a dodici cani ospitati nell'immobile
"Trenta ore in pronto soccorso all’Arcispedale Sant’Anna su una barella senza protezioni antidecubito". È la denuncia, affidata ai social, di Fausto Bertoncelli
Argenta. Dopo anni Carspac 1 e Carspac 2 tornano a unirsi. Quantomeno nelle intenzioni. Per fare causa in sede civile contro i revisori dei conti e le banche e depositare i motivi di Appello contro una parte della sentenza di primo grado, che ha assolto alcuni imputati e non considerato gli altri imputabili per alcune delle accuse contestate dalla procura.
Nella riunione argentana di lunedì sera il Codacons ha ottenuto l’avvallo da parte dei soci risparmiatori per presentare i motivi di appello che si affiancheranno a quelli del pm e per scegliere una linea condivisa nel depositare la causa civile nei confronti dei revisori dei conti, di Legacoop e delle banche. “Questo sulla base delle motivazioni della sentenza di primo grado – spiega l’avvocato Bruno Barbieri del Codacons – che delinea dei comportamenti non proprio lineari da parte di questi soggetti”.
In questa sede si ricompatterà il fronte delle parti civili (Carspac 1, Carspac 2 e i 36 soci rappresentati dal pool di avvocati Maruzzi, Marcello, Azzalli, Carponi Schittar)) che agiranno in giudizio con un’unica causa civile. “Tecnicamente – prosegue Barieri – partiranno separate a livello di tempistica per poi essere riunite una volta depositate. I motivi sono volti a identificare il nesso di causalità tra i danni patiti e il comportamento dei revisori dei conti da un punto di vista civilistico. Crediamo che, anche se le certificazioni non erano indispensabili per le emissioni di apc, se i soci avessero avuto contezza da parte dei revisori della pericolosità di quegli investimenti il loro danno economico sarebbe stato inferiore”. Stesso discorso per le banche, che “avrebbero dovuto chiudere in tempo i rubinetti alla Coopcostruttori, nel ‘97”. Tra gli istituti di credito chiamati a rispondere in sede civile ci sarà anche Carife, “tra tutte le banche la più informata, visto che nel suo cda sedeva Egidio Checcoli, che partecipava alle assemblee della cooperativa”.
Questo per quel che riguarda il tribunale civile. In sede di Appello alla Corte di Bologna, invece, “si cercherà di spiegare che esiste il nesso di causalità tra le condotte di Donigaglia e dei vertici e il dissesto finanziario”.
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