Tentato omicidio al Doro. Confermata la custodia in carcere
È stata confermata, nella mattinata di ieri, la custodia cautelare in carcere per la 40enne fermata lunedì 29 giugno con l'accusa di tentato omicidio ai danni della coinquilina
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Ferrara Tua deve riconoscere immediatamente il diritto di accesso agli atti dei consiglieri che vogliono controllare la regolarità della cessione di Amsef. Il difensore civico dell'Emilia-Romagna dà ragione ai consiglieri di minoranza Anselmo e Nanni
Il gip del Tribunale di Ferrara ha chiesto al pubblico ministero di riformulare il capo d'imputazione nel procedimento che vede coinvolta una dottoressa dell'ospedale di Argenta, inizialmente inserita nel procedimento a carico di Matteo Nocera, l'infermiere accusato dell'omicidio volontario pluriaggravato di Antonio Rivola
Un sopralluogo congiunto effettuato a maggio in una proprietà privata del territorio comunale di Copparo ha portato all'emissione di un'ordinanza del sindaco Fabrizio Pagnoni per garantire migliori condizioni di vita a dodici cani ospitati nell'immobile
"Trenta ore in pronto soccorso all’Arcispedale Sant’Anna su una barella senza protezioni antidecubito". È la denuncia, affidata ai social, di Fausto Bertoncelli
Si sono concluse ufficialmente le indagini per il crollo di uno dei capannoni in seguito al terremoto del 20 maggio. Sotto i tetti delle fabbriche di Ursa, Tecopress e Ceramica S. Agostino morirono quella notte quattro persone. La procura di Ferrara aprì tre distinti fascicoli, tutti rubricati come omicidio colposo. Inizialmente vennero indagate 28 persone (8 per Ursa, 15 per Tecopress e 7 per Ceramica S. Agostino) e, in seguito alla perizia affidata da Via Mentessi all’ingegner Claudio Comastri, ora il pm Nicola Proto ha chiuso le indagini per quanto riguarda il caso Ursa.
Inizialmente per la morte di morì Tarik Naouch erano finiti nel registro degli indagati Christian Alexandre Michel e Simone Marescotti, Franco Mantero, Mauro Monti, Anton Guido Pieri, Pierantonio Cerini, Dante Dall’Olio e Simonello Marchesini. In questi giorni sono arrivate a destinazione le prime buste verdi e il cerchio delle responsabilità si restringe attorno a quattro persone e la colpa specifica si indirizza verso il mancato ‘bullonamento’ delle travi che reggevano il tetto della struttura industriale.
L’avviso di conclusione delle indagini ha raggiunto Pierantonio Cerini, 47 anni di Arezzo; Franco Mantero, ferrarese di 60 anni, presidente dell’ordine degli ingegneri della provincia di Ferrara; Simonello Marchesini, 61 anni, di Castiglion Fiorentino; e Mauro Monti, ferrarese di 50 anni, ingegnere capo della Provincia di Ferrara.
A loro il pm Nicola Proto contesta l’omicidio colposo in concorso. E questo, per quanto riguarda la posizione di Cerini, perché in qualità di progettista della costruzione del capannone dell’Ursa in via Zerbinate di Bondeno avrebbe omesso o eseguito in maniera non esaustiva la verifica delle forcelle di vincolo alle travi e del comportamento dell’edificio rispetto a fenomeni di collasso a catena, nonostante le prescrizioni previste dal decreto ministeriale del 3 dicembre 1987 che individua i criteri generali per la verifica della sicurezza delle costruzioni.
Mantero, in qualità di direttore dei lavori, e Marchesini, quale legale rappresentante della Stimet, la ditta esecutrice della costruzione, avrebbero utilizzato nel collegamento tra i pilastri e le travi perni anziché bulloni, come invece previsto dal progetto. Infine Monti, in qualità di collaudatore, è accusato di aver omesso di rilevare durante le operazioni di collaudo sia le violazioni del progettista che le violazioni del direttore dei lavori e della ditta esecutrice.
Vengono così scagionati i proprietari dell’Ursa e i fornitori dei materiali che, in base alla perizia voluta dalla procura, non ebbero responsabilità nel crollo. Si attendono a giorni gli esiti delle indagini degli altri due fascicoli, relativi a Tecopress e Ceramica Sant’Agostino, in mano al pm Alberto Savino.
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