Tentato omicidio al Doro. Confermata la custodia in carcere
È stata confermata, nella mattinata di ieri, la custodia cautelare in carcere per la 40enne fermata lunedì 29 giugno con l'accusa di tentato omicidio ai danni della coinquilina
È stata confermata, nella mattinata di ieri, la custodia cautelare in carcere per la 40enne fermata lunedì 29 giugno con l'accusa di tentato omicidio ai danni della coinquilina
Ferrara Tua deve riconoscere immediatamente il diritto di accesso agli atti dei consiglieri che vogliono controllare la regolarità della cessione di Amsef. Il difensore civico dell'Emilia-Romagna dà ragione ai consiglieri di minoranza Anselmo e Nanni
Il gip del Tribunale di Ferrara ha chiesto al pubblico ministero di riformulare il capo d'imputazione nel procedimento che vede coinvolta una dottoressa dell'ospedale di Argenta, inizialmente inserita nel procedimento a carico di Matteo Nocera, l'infermiere accusato dell'omicidio volontario pluriaggravato di Antonio Rivola
Un sopralluogo congiunto effettuato a maggio in una proprietà privata del territorio comunale di Copparo ha portato all'emissione di un'ordinanza del sindaco Fabrizio Pagnoni per garantire migliori condizioni di vita a dodici cani ospitati nell'immobile
"Trenta ore in pronto soccorso all’Arcispedale Sant’Anna su una barella senza protezioni antidecubito". È la denuncia, affidata ai social, di Fausto Bertoncelli
Minacciò chi voleva dargli una seconda possibilità per rimediare agli errori del passato, arrivando a uccidere il loro cane, a nascondere in casa loro delle armi e chiedere denaro.
Si tratta del procedimento che vede imputato il pentito di camorra Luciano Aviello, napoletano di 43 anni, già coinvolto a livello di testimone nel processo di Perugia per l’omicidio Meredith (vai all’articolo) che ai giudici di Perugia disse in un primo momento che l’assassino della studentessa inglese sarebbe stato suo fratello durante un tentato furto (dichiarazione che ritrattò e per la quale venne accusato di calunnia).
Aviello è a processo a Ferrara con le imputazioni di furto aggravato, tentata estorsione e uccisione di animali aggravate dalla crudeltà. Ad accusarlo sono Massimo Friani, bolognese di 55 anni, presidente della casa di accoglienza Il Pellicano che all’epoca dei fatti oggetto di dibattimento aveva sede a Migliarino, e la sua compagna Maria Rosa Roncadi, parti civili assistite dall’avvocato Gian Paolo Babini del foro di Ravenna.
Nel 2007 Aviello, decaduto dal beneficio di collaboratore di giustizia, venne ospitato nella comunità. Qui non avrebbe reso per niente facile la vita ai suoi anfitrioni. A un certo punto avanzò richieste di denaro arrivando anche a minacciare i suoi padroni di casa. Come? Facendo sparire il cagnolino di Friani e della compagna. La coppia lo ritroverà dentro un sacco nascosto in soffitta, strangolato.
A quell’epoca i due temendo altre ritorsioni, fuggirono addirittura in un’altra regione. Tutto iniziò l’11 marzo di sei anni fa. Aviello era ospite del Pellicano da circa due mesi e Friani e Roncadi si erano concessi una gita a Roma. Dalla quale furono costretti a rientrare precipitosamente, perché vennero chiamati dai carabinieri: nella struttura di recupero per tossicodipendenti, sotto il tetto dell’abitazione interna all’associazione, era stata trovata una cassetta in ferro di tipo militare, al cui interno c’erano tre bombe a mano perfettamente funzionanti, munizioni da guerra, cartucce, alcune baionette, caricatori di vario calibro e altro ancora. A causa di quel piccolo arsenale si temeva un contagio da uranio impoverito.
Si scoprì in seguito che era stato Aiello a portare con sé e nascondere l’armamentario. Ma al momento del loro ritorno lui era scomparso. Si rifece vivo con sms e lettere di minaccia. Voleva dei soldi in cambio della loro sicurezza. Per provare la serietà delle sue intenzioni gli dirà dove aveva nascosto Titti, la cagnolina scomparsa: “se non mi date 2500 euro subito farete la stessa fine”.
Al termine dell’ultima udienza, tenuta ieri, il pm Stefania Borro ha chiesto 6 anni e 9 mesi di reclusione, oltre a 1700 euro di multa. La difesa, rappresentata d’ufficio dall’avvocato Francesco Andriulli, il minimo della pena. Il giudice Diego Matellini lo ha condannato a 4 anno e 2 mesi e 1400 euro.
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com