Cronaca
23 Dicembre 2011
La procura chiese l’archiviazione perché non riscontrò responsabilità

Neonato morì dopo sei giorni, dal gip per chiedere un processo

di Marco Zavagli | 2 min

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Due genitori chiedono che se ci sono responsabilità nella morte del loro figlio nato da appena sei giorni, queste vengano a galla. La loro voce è entrata ieri nell’aula del gip attraverso i documenti portati dal loro avvocato, Silvia Gamberoni, per opporsi alla richiesta di archiviazione già depositata dalla procura.

Il dramma della coppia, originaria del Bangladesh e residente a Ferrara dopo aver trascorso qualche anno a Cento, ha inizio il 5 ottobre 2010, quando nasce il secondogenito. Tre giorni dopo il parto le dimissioni. I genitori, però, si accorgono che qualcosa non va: il figlioletto presenta rigidità al collo e alla testa, piange in continuazione, il colorito della pelle è cupo. Tranquillizzati dai medici, tornano a casa, ma la febbre continua a salir, fino a 39 gradi. Si presentano convulsioni. I genitori allarmati tornano in fretta e furia al SS. Annunziata di Cento.

Da qui padre e madre, portano il piccolo con la propria auto a Bentivoglio. Qui viene riscontrata una sospetta sepsi neonatale da meningite (confermata successivamente dall’autopsia, ndr) e lo trasferiscono immediatamente in ambulanza al Maggiore. A Bologna il piccolo rimane ricoverato per due giorni in terapia intensiva neonatale. Fino a lunedì 11 ottobre, quando il suo piccolo cuore cessa di battere (vai all’articolo).

Ieri in tribunale a Ferrara l’avvocato Gamberoni ha presentato le conclusioni dei propri consulenti, il medico legale Lucrezia Vita e l’infettivologo Florio Ghinelli, che “contraddicono – secondo il legale – gli esiti del consulente della procura, che a sua volta esclude ogni responsabilità da parte dei sanitari”.

La presunta responsabilità, oggetto di un esposto depositato a suo tempo in procura, starebbe, secondo l’avvocato Gamberoni, nel “non aver visitato il neonato. Speriamo a questo punto che il gip rimetta gli atti al pm”.

Il giudice Piera Tassoni si è riservata la decisione, che arriverà nei prossimi giorni.

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