Economia e Lavoro
15 Giugno 2026
In regione sono invece 566 le azienda ad alte performance fotografata dall'osservatorio Nomisma-Crif-Cribis e producono ricavi per oltre 20 miliardi

Eccellenze nella manifattura. Ferrara ne conta 24 per oltre 101 milioni di ricavi

di Redazione | 2 min

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Oltre 535mila prestazioni erogate nei weekend dal sistema sanitario pubblico dell’Emilia-Romagna nel 2025. Pari a oltre 10mila in media per fine settimana. È il bilancio dell’applicazione in Emilia-Romagna della legge 107 del 2024, che ha introdotto misure emergenziali per ridurre i tempi delle liste d’attesa nel Servizio sanitario nazionale

Sono 24 le imprese manifatturiere ferraresi che rientrano nel gruppo delle aziende “Controvento”, ovvero quelle realtà capaci di ottenere risultati economici superiori alla media anche in contesti complessi e caratterizzati da forte incertezza. A certificarlo è la settima edizione dell’Osservatorio “Controvento: le aziende che guidano il Paese”, realizzato da Nomisma in collaborazione con Crif e Cribis.

Le 24 aziende individuate nel territorio ferrarese generano complessivamente 101,5 milioni di euro di ricavi e rappresentano la punta più competitiva del sistema manifatturiero provinciale, distinguendosi per crescita, marginalità e capacità di creare valore.

L’analisi regionale evidenzia come in Emilia-Romagna le imprese “Controvento” siano 566, pari al 6% dell’universo manifatturiero eleggibile. Si tratta di aziende che occupano quasi 35mila addetti e producono oltre 20,3 miliardi di euro di ricavi, corrispondenti al 15,3% del totale della manifattura regionale. Ancora più rilevante il contributo in termini di valore aggiunto, che supera gli 8,2 miliardi di euro e rappresenta quasi il 23% del totale regionale.

La graduatoria emiliano-romagnola vede Bologna al primo posto per numero di imprese altamente performanti con 121 aziende, seguita da Modena con 113, Parma con 82 e Reggio Emilia con 72. Modena guida invece la classifica per volume di ricavi generati dalle imprese “Controvento”, con 7,8 miliardi di euro, davanti a Bologna con 6,3 miliardi.

Secondo l’Osservatorio, il fenomeno non ha carattere congiunturale ma riflette una trasformazione strutturale del sistema produttivo. Le imprese “Controvento” rappresentano infatti una quota limitata dal punto di vista numerico, ma concentrano una parte rilevante della ricchezza prodotta: a livello regionale generano oltre un terzo dell’Ebitda della manifattura e quasi un quarto del valore aggiunto.

Tra i fattori che spiegano queste performance emergono la capacità di crescere mantenendo elevati livelli di redditività, la propensione agli investimenti, l’innovazione e il posizionamento sui mercati internazionali. Un ruolo centrale è svolto anche dalla dimensione aziendale, che permette di affrontare con maggiore solidità le fasi di volatilità economica e di presidiare filiere produttive ad alto valore aggiunto.

L’Osservatorio evidenzia inoltre il peso strategico di comparti come automotive e meccanica avanzata, che continuano a rappresentare i principali motori della competitività manifatturiera regionale. Una leadership che, secondo gli analisti, dovrà essere sostenuta nei prossimi anni attraverso ulteriori investimenti in innovazione, digitalizzazione e transizione tecnologica.

L’indagine, promossa da Nomisma, Crif e Cribis, individua le imprese “Controvento” esclusivamente sulla base di indicatori economico-finanziari, senza considerare dimensione, localizzazione geografica o settore di appartenenza, con l’obiettivo di mettere in luce i modelli imprenditoriali più resilienti e capaci di creare valore nel lungo periodo.

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