Portomaggiore
14 Ottobre 2026
Dopo il caso mediatico e l'interrogazione in Parlamento dell'onorevole Mauro Malaguti, gli sviluppi dell'inchiesta. La donna risulta essere stata denunciata anche per diffamazione da un proprio familiare

Portomaggiore, la padrona del cane “impuro” indagata per violenza privata e lesioni

di Davide Soattin | 3 min

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Portomaggiore. Arrivano sviluppi nell’indagine sull’aggressione avvenuta lo scorso 16 agosto in via Somalia. Dopo la denuncia presentata dalla 59enne Susanna Rimessi, che aveva riferito di essere stata aggredita dal 31enne Hamza Hdya, infastidito dalla presenza del cane di lei, ritenuto “impuro“, la donna risulta essere attualmente indagata. Due le ipotesi al vaglio della Procura: violenza privata e lesioni personali nei confronti dello stesso cittadino di nazionalità marocchina che aveva accusato.

La vicenda s’inserisce in un incrocio di querele su cui l’autorità giudiziaria sta effettuando accertamenti per ricostruire con esattezza la dinamica di quanto accaduto e appurare le responsabilità dei coinvolti nell’episodio.

Il caso aveva raggiunto un clamore mediatico anche dopo l’interrogazione parlamentare dell’onorevole Mauro Malaguti. Il deputato di Fratelli d’Italia, esprimendo solidarietà alla donna, riprendeva il racconto della 59enne secondo cui, nella serata del 16 agosto, mentre passeggiava col proprio cane, sarebbe stata aggredita da un gruppo di persone, tra uomini e donne, che le avrebbero intimato di non passare davanti alla loro abitazione con l’animale, in quanto ritenuto “impuro” per motivi legati alla religione.

Dopo le successive verifiche su quanto era accaduto, Estense.com aveva però evidenziato come agli inquirenti fossero arrivate due versioni profondamente differenti nei fatti e nelle motivazioni per cui era scoppiata la zuffa.

Il 31enne, intervistato dal nostro quotidiano, aveva fornito una ricostruzione completamente diversa da quella della donna, che trova riscontro nella denuncia da lui sporta ai carabinieri e – almeno in parte – in un video parziale pubblicato dalla nostra testata, in cui verrebbe ripreso il momento in cui il diverbio degenera in zuffa. Secondo quanto da lui riferito, oggi assistito dallo studio Anselmo, tutto sarebbe nato quando la donna avrebbe iniziato a filmare l’abitazione dove vive con la famiglia.

Alla richiesta di spiegazioni, lei avrebbe risposto: “Sono nel mio Paese, faccio come mi pare”, insultandolo. A quel punto, dalle parole alle mani, lui le avrebbe tolto il telefono di mano.

Sempre secondo la versione dei fatti del 31enne, La donna sarebbe quindi entrata nella proprietà dell’uomo, colpendolo con otto sberle e aggredendo anche la madre 62enne di lui, a cui sarebbe stato strappato il velo. Nel parapiglia, in base agli accertamenti medici, Hdya avrebbe riportato lesioni con 10 giorni di prognosi, la madre con 13 giorni. La donna invece, come scritto da lei stessa sui social, 4 punti di sutura e 20 giorni di prognosi. Sul posto erano intervenuti sanitari e carabinieri.

Rimessi, stando alle informazioni in nostro possesso, è stata denunciata anche per atti persecutori. Secondo quanto riferito, circostanza che dovrà essere vagliata dagli inquirenti, nei giorni successivi all’episodio – in particolare il 17 e il 18 agosto – avrebbe continuato a rivolgere pesanti offese e infastidire alcuni componenti del nucleo familiare di Hdya. Infine, sempre da quanto ci risulta, la donna sarebbe stata denunciata anche per diffamazione da un proprio parente per presunte offese rivoltegli sui social network.

Allo stato invece non risultano avvisi di garanzia notificati ad Hamza Hdya a seguito delle denunce presentate da Rimessi.

 

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