di Filcams Cgil Ferrara
Dietro la cartolina splendida delle nostre vacanze al mare, c’è il lavoro invisibile, faticoso e spesso rischioso di migliaia di persone. Come Filcams Cgil Ferrara, nell’ambito della campagna nazionale “Non c’è turismo senza di noi”, torniamo a denunciare con forza le critiche condizioni di lavoro che colpiscono i professionisti del settore turistico sui nostri litorali, ridotti allo stremo da temperature record e turni massacranti.
Nelle scorse settimane abbiamo presidiato le spiagge dei Lidi comacchiesi, nell’ambito del SalvaTour, proprio per incontrare i marinai di salvataggio a cui abbiamo distribuito materiale informativo sui diritti contrattuali e norme di salute e sicurezza, raccogliendo sul campo testimonianze allarmanti.
L’Ordinanza Balneare impone il servizio di salvamento continuativo dalle 9:30 alle 18:30. Invece di assumere più personale che garantisca la sicurezza ai bagnanti e l’opportunità di pause adeguate ai marinai di salvataggio, attraverso la deroga delle “torrette alternate” nella pausa pranzo, si risparmia sull’organico.
Così, proprio nelle ore di massimo picco di calore, un singolo marinaio di salvataggio è costretto a vigilare da solo su 300 metri di costa anziché i regolamentari 150, raddoppiando lo sforzo visivo in condizioni climatiche torride.
Queste lavoratrici e lavoratori affrontano turni estenuanti sotto il sole cocente con una pausa pranzo ridotta a soli 30 minuti, un tempo del tutto insufficiente per garantire il necessario recupero psicofisico e la reidratazione.
A questo si aggiungono postazioni di salvataggio prive di adeguate schermature solari e scale a norma e “mosconi” pesanti, obsoleti, che rischiano di rallentare i soccorsi in mare raddoppiando lo sforzo di chi deve intervenire quando ogni secondo è vitale.
L’Ordinanza Calore della Regione Emilia-Romagna impone giustamente lo stop alle attività nei cantieri edili, nei settori agricolo, florovivaistico e nei piazzali della logistica nelle ore più calde. Da questa fondamentale tutela è però escluso l’intero comparto del turismo.
Il rischio da calore non colpisce solo chi opera in torretta in mezzo alla spiaggia e in mare. È un’emergenza che unisce i marinai di salvataggio a tutti gli altri “lavoratori invisibili” della filiera. Parliamo dei bagnini di terra che trasportano e posizionano i lettini sotto gli ombrelloni nelle spiagge infuocate. Parliamo delle lavoratrici e dei lavoratori che lavorano nelle cucine degli hotel, dei ristoranti, davanti ai fuochi delle griglie o ai forni delle pizzerie in ambienti surriscaldati e spesso privi di adeguati sistemi di aerazione o climatizzazione, dei camerieri che macinano chilometri per servire i tavoli, dei baristi e degli animatori nelle spiagge.
Dietro quel fritto misto o quella pizza gustati in riva al mare c’è una fatica estrema che le istituzioni non possono ignorare.
La nostra campagna parla chiaro: non c’è turismo senza di noi, e non può esserci un turismo di qualità basato sul rischio della salute delle lavoratrici e dei lavoratori. Chi garantisce l’incolumità di chi lavora davanti a un forno o sotto il sole in mezzo a una spiaggia? Escludere il turismo dalle tutele contro lo stress termico è un errore a cui va posto rimedio. Serve il rispetto rigoroso dei contratti, l’adeguamento degli organici, l’estensione delle tutele dell’Ordinanza Calore anche a questi settori oggi esclusi e un rafforzamento dei controlli nei luoghi di lavoro.
Considerando che l’emergenza caldo non è più un evento eccezionale ma un fenomeno strutturale delle nostre estati, non si può continuare a rincorrere il problema a stagione già iniziata. Per questo motivo, chiediamo formalmente che già nei prossimi mesi, ben prima della partenza della prossima stagione estiva, si costituisca un tavolo permanente e preventivo tra le istituzioni, gli organismi di vigilanza e le
parti sociali per ridefinire le regole e le tutele del lavoro turistico balneare.
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com