Il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei Diritti umani torna sull’aggressione avvenuta all’interno del liceo Ariosto di Ferrara e invita a spostare la riflessione dall’episodio specifico al tema più generale della sicurezza nelle scuole.
A preoccupare, secondo il Cnddu, è soprattutto il fatto che l’aggressione sia stata compiuta da una persona estranea all’istituto, riuscita ad accedere agli spazi frequentati dagli studenti. Un elemento che, secondo il coordinamento, dovrebbe portare a verificare le modalità di accesso agli edifici senza ricorrere né all’allarmismo né a “rassicurazioni premature”.
La sicurezza, sottolinea il presidente del Cnduu Romano Pesavento, “non rappresenta una componente esterna all’azione educativa”, ma una condizione necessaria affinché la scuola possa svolgere il proprio ruolo. Per questo, secondo il coordinamento, ogni istituto dovrebbe poter contare su procedure chiare e concretamente applicabili per stabilire “chi entra nella scuola, per quale ragione e secondo quali modalità”.
Il tema, prosegue il Cnddu, riguarda anche le caratteristiche degli edifici scolastici, spesso articolati tra ingressi secondari, cortili, palestre e spazi utilizzati per attività differenti. La richiesta di una maggiore vigilanza, secondo il coordinamento, non può ricadere esclusivamente sui dirigenti e sul personale scolastico, ma deve essere accompagnata da risorse e strumenti adeguati e dal coinvolgimento degli enti competenti.
L’organizzazione sottolinea inoltre la necessità di evitare risposte dettate dall’emotività. “Proteggere gli studenti non significa educarli alla paura”, si legge nell’intervento, così come non sarebbe sufficiente introdurre restrizioni generalizzate agli spostamenti all’interno degli istituti.
Per il Cnduu la strada da seguire passa piuttosto dalla verifica di quanto accaduto e dall’eventuale individuazione delle vulnerabilità, intervenendo “in maniera proporzionata e concreta”. La sicurezza degli edifici scolastici, sostiene il coordinamento, deve diventare una responsabilità condivisa tra scuole, amministrazioni, enti proprietari e personale, ciascuno per le proprie competenze.
“La fiducia, in educazione, non coincide con l’assenza di limiti”, conclude Pesavento. Dopo quanto avvenuto all’Ariosto, l’obiettivo indicato dal Cnduu è quindi trasformare l’episodio in un’occasione per verificare la capacità delle istituzioni di “proteggere, prevenire e correggere le proprie vulnerabilità”.
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