Attualità
4 Ottobre 2026
I numeri forniti dall'organizzazione del festival di giornalismo. Per tre giorni, oltre 200 ospiti da 30 Paesi hanno animato 145 incontri tutti sold out in 15 location

In ottantamila per i vent’anni di Internazionale

di Redazione | 5 min

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Sono oltre cento le ragazze e i ragazzi che, anche quest’anno, hanno lavorato dietro le quinte di Internazionale a Ferrara, contribuendo alla gestione del festival di giornalismo organizzato da Internazionale. Una presenza che accompagna la manifestazione dalle prime ore del mattino fino alla conclusione degli appuntamenti serali

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Si conclude con 80.000 presenze – stando ai dati forniti dall’organizzazione – la XX edizione di Internazionale a Ferrara, il festival di giornalismo organizzato dal settimanale Internazionale e il Comune di Ferrara.

Per tre giorni, oltre 200 ospiti da 30 Paesi hanno animato 145 incontri tutti sold out in 15 location. Si è parlato di intelligenza artificiale e memoria collettiva, femminismo ed estremismi, conflitti globali e identità locali, migrazioni e integrazioni, diritti da difendere e da conquistare. Uno slalom virtuoso tra i temi forti della contemporaneità. Appuntamento rinnovato all’anno prossimo.

“In vent’anni abbiamo visto il mondo cambiare, abbiamo iniziato negli anni del tecno ottimismo, dell’elezione di Obama e di una globalizzazione che sembrava potesse aprire nuove possibilità per tutti. Oggi la realtà con la quale abbiamo a che fare è molto diversa. Crisi climatica, ascesa dell’intelligenza artificiale con i suoi tanti interrogativi, conflitti che sembrano insanabili, dalla Palestina all’Ucraina, ascesa di vecchi e nuovi estremismi” dice Chiara Nielsen vice direttrice di Internazionale e direttrice del festival insieme a Luisa Ciffolilli: “Internazionale a Ferrara in tutti questi anni è stato un momento di riflessione collettiva e plurale che ci ha permesso di analizzare il mondo e comprenderne i cambiamenti”.

“Anche quest’anno il festival di Internazionale porta a Ferrara migliaia di visitatori, confermandosi uno degli appuntamenti più importanti della nostra città e una grande risorsa culturale, turistica ed economica. Non sempre le idee che emergono dai suoi dibattiti coincidono con le mie, ma credo che il confronto tra opinioni differenti, quando avviene nel rispetto reciproco, sia uno degli elementi fondamentali della democrazia. Internazionale ha inoltre il merito di trasformare piazze, palazzi, teatri e biblioteche in luoghi di incontro e conoscenza, facendo scoprire a chi arriva da fuori anche il patrimonio della nostra città. Siamo quindi orgogliosi che Ferrara resti sempre un punto di incontro tra storie, esperienze e idee provenienti da tutto il mondo. Ringrazio gli organizzatori per continuare a credere in Ferrara e per aver scelto ancora una volta la nostra città” ha commentato il sindaco Alan Fabbri.

Il tempo di agire. L’edizione di quest’anno ha richiamato l’attenzione sulla necessità di agire in un momento in cui crisi, conflitti e cambiamento climatico stanno scatenando tensioni internazionali, mettendo in pericolo la convivenza pacifica tra stati. Hanno dato voce alle vittime del genocidio gli scrittori palestinesi Mohammed El Kurd e Nasser Abu Srour. “Ciò a cui la Palestina – ha detto Abu Srour – sta assistendo è una Nakba continua e la comunità internazionale non sta facendo niente per fermare il genocidio del popolo palestinese”. Il giornalista statunitense Jon Lee Anderson, invece, ha messo al centro del suo intervento la crisi a Cuba: “Se questa volta i suoi nemici negli Stati Uniti dovessero avere la meglio, l’isola non svanirebbe a causa di un attacco nucleare, ma a causa dell’incapacità di trovare una via sostenibile per soddisfare i bisogni fondamentali della popolazione di fronte alle avversità”. Per la scrittrice e filosofa Lea Ypi la sfida più urgente oggi riguarda il capitalismo che “mina la libertà su scala globale, mentre la politica è priva sia della portata sia delle categorie necessarie per rispondervi”. Sulla guerra in Ucraina è intervenuta, invece, la scrittrice e giornalista ucraina Anna Romandash: “Credo sia importante non normalizzare e non abituarsi alla guerra. Non è normale né accettabile che gli ucraini continuino a morire e che la Russia continui a farla franca con omicidi e atti di terrorismo. La sicurezza dell’Ucraina è, in sostanza, la sicurezza dell’Europa”.

Gli incontri della XX edizione. Il festival si è aperto venerdì con la proiezione del film d’animazione Persepolis, per ricordare l’autrice iraniana Marjane Satrapi, recentemente scomparsa. Sabato e domenica mattina la programmazione è cominciata con la rassegna stampa dal mondo curata dal giornalista di Voxeurop Gian Paolo Accardo e dalla giornalista di Internazionale Giovanna Chioini, in partnership con la camera di Commercio di Ferrara e Ravenna. Fra gli ospiti di questa edizione il ritorno al festival del fumettista Zerocalcare per due dialoghi esclusivi che hanno riempito il Teatro Comunale, quello di sabato con Simon Paré-Poupart, netturbino e scrittore canadese la cui storia è diventata un caso letterario in Canada e negli Stati Uniti, e l’altro che ha chiuso oggi il festival, con la filosofa e scrittrice albanese, Lea Ypi. Si è tornato anche a parlare di Egitto dove la libertà di espressione è ancora sotto attacco con Alaa Abd El Fattah, attivista egiziano voce della rivoluzione del 2011, a lungo incarcerato per il suo impegno politico. Il festival è stato anche l’occasione per analizzare il modo in cui conflitti e nuove tecnologie stiano ridefinendo il mondo contemporaneo, lasciando emergere le disuguaglianze. Ne hanno parlato, in un incontro in collaborazione con ingenere.it, le economiste femministe Marcella Corsi e Sheba Tejani.

L’intersezione fra crisi climatica e intelligenza artificiale è stata al centro del panel realizzato con il Berggruen Institute che ha visto, fra gli altri, la presenza dell’esperta di sicurezza climatica Olivia Lazard e il professore dell’Università di Pechino, Xiaoyu Lu. Focus anche sulle imminenti elezioni negli Stati Uniti con il giornalista statunitense Adam Shatz. Ha inaugurato nei giorni del festival anche la mostra collettiva dedicata alle fratture del nostro tempo tra cambiamento climatico e migrazioni, Cesure. Lines of Fracture.

Successo di pubblico anche per le rassegne Mondovisioni, curata da CineAgenzia in collaborazione con Internazionale e Coop Alleanza 3.0, e Mondoascolti in collaborazione con Audible, società Amazon leader nella produzione e distribuzione di intrattenimento audio di qualità (audiolibri, podcast e serie audio). Fila ordinata ma gremita per la serata di sabato dedicata alla stand up comedy e all’impegno politico realizzata da Medici Senza Frontiere con Max Angioni, Chiara Becchimanzi, Monir Ghassem, Roberto Lipari,Yoko Yamada e gli operatori di Msf.

La serata si è poi conclusa al Circolo Arci Bolognesi per una festa con una selezione musicale curata dalla redazione di Internazionale. Anche per questa edizione sono continuati gli appuntamenti per i più giovani: la rassegna Fuoriclasse con eventi dedicati a chi ha tra i 14 ai 18 anni e gli incontri ispirati alla proposta editoriale di Internazionale Kids, la pubblicazione rivolta ai più piccoli, ospitati dalla Biblioteca Casa Niccolini, prezioso luogo di scambio per le generazioni più giovani.

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