Cronaca
13 Luglio 2026
Gli avvocati dei ricorrenti chiedono di verificare il rispetto dell'ordinanza del Tar durante il concerto dell'11 luglio. I residenti: "Il Tar ci dà ragione. Ora basta contrapposizioni, il Comune apra al confronto"

Summer Festival, nuovo esposto: “Aggirata l’ordinanza”

di Redazione | 4 min

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Una nuova integrazione di querela è stata depositata alla Procura della Repubblica di Ferrara nell’ambito della vicenda del Ferrara Summer Festival. A depositarlo sono gli avvocati Francesco Vinci e Alessandra Palma, che assistono i residenti ricorrenti contro lo svolgimento della manifestazione in piazza Ariostea.

Secondo i legali, l’ordinanza cautelare emessa dal Tar Emilia-Romagna lo scorso 8 luglio aveva stabilito, per la serata dell’11 luglio, lo svolgimento del solo concerto di Marilyn Manson, dalle 21 alle 23, escludendo invece l’esibizione del gruppo Vowws, inizialmente programmata tra le 18 e le 20.30. Una decisione che, spiegano, mirava a “contemperare gli interessi economici dell’evento con il diritto alla salute e al riposo dei residenti”, riducendo la durata complessiva delle emissioni sonore.

Nell’integrazione di querela i due avvocati sostengono però che l’organizzazione avrebbe “aggirato” le prescrizioni del Tribunale amministrativo, posticipando l’esibizione dei Vowws alle 20.30 anziché annullarla. In questo modo, evidenziano, si sarebbero svolti entrambi i concerti, prolungando la durata complessiva della manifestazione oltre i limiti individuati dal Tar.

Per questo i legali hanno chiesto alla Procura di indagare su “tutti gli episodi di violazione delle prescrizioni” che si sarebbero verificati durante le serate del festival e di adottare gli eventuali provvedimenti necessari “a evitare l’ulteriore protrazione di condotte palesemente contrarie alla legge e ai provvedimenti giudiziari”.

Sul fronte dei residenti, intanto, arriva anche una nuova presa di posizione di Mariasilvia Accardo, in rappresentanza dei cittadini che hanno aderito al ricorso.

“Da troppo tempo Ferrara viene trascinata dentro una contrapposizione artificiale: residenti contro commercianti, giovani contro famiglie e persone anziane, sviluppo contro vivibilità”, afferma Accardo, secondo cui “amministrare una città significa tenere insieme interessi diversi, non metterli gli uni contro gli altri. Significa ascoltare l’intera comunità, non soltanto chi fa più rumore o rappresenta un ritorno politico più immediato. Un buon sindaco non alimenta tifoserie: costruisce soluzioni”.

Dopo l’ordinanza cautelare del Tar, che ha introdotto prescrizioni e riduzioni d’orario per gli eventi del Ferrara Summer Festival 2026 e dalla quale è emerso anche che l’edizione 2027 non si svolgerà più in piazza Ariostea, i residenti chiedono ora un cambio di passo.

“L’ordinanza del Tar sul Ferrara Summer Festival offre oggi all’Amministrazione un’occasione che sarebbe un errore sprecare: archiviare definitivamente la stagione delle forzature e aprire quella del confronto serio, della programmazione e del pieno rispetto delle regole”.

Accardo sottolinea inoltre che la pronuncia del Tribunale amministrativo “non è la vittoria di una parte sull’altra. È la riaffermazione di un principio fondamentale dello Stato di diritto: nessuno, nemmeno chi amministra una città, può ritenersi al di sopra delle regole”.

Nel mirino finiscono anche le dichiarazioni del sindaco successive all’ordinanza. “Con le sue comunicazioni alla stampa il sindaco ha fatto contenta la propria tifoseria social, senza effettivamente spiegare il contenuto dell’ordinanza”.

La rappresentante dei ricorrenti respinge poi le accuse di voler impedire lo svolgimento degli eventi: “Non abbiamo mai chiesto di cancellare concerti o manifestazioni. Gli eventi possono e devono esistere. Abbiamo sempre chiesto soltanto ciò che dovrebbe essere alla base di ogni scelta amministrativa: legalità, legittimità e rispetto”.

Secondo Accardo, “un’Amministrazione comunale governa nell’interesse dell’intera collettività. Non può ridursi a essere il punto di incontro tra le esigenze dei promoter e le aspettative di una parte del commercio, dimenticando chi la città la abita ogni giorno”. E aggiunge: “Un sindaco è un amministratore pubblico, non un impresario di eventi. Il suo compito è mediare interessi diversi, programmare con visione e garantire la convivenza civile”.

Nel documento trova spazio anche un riferimento diretto al primo cittadino: “Qualche settimana fa, in un incontro casuale, lo stesso sindaco ci ha ricordato con orgoglio: ‘Faccio politica da 27 anni’. Ne prendiamo atto. Ed è proprio per questo che oggi ci aspettiamo il pieno esercizio del ruolo istituzionale che ricopre”.

Infine, i residenti tornano sul tema delle ricadute economiche del festival: «Anche qualora tali benefici fossero dimostrati, resterebbe un principio invalicabile: la salute, la vivibilità, il rispetto delle regole e i diritti dei cittadini non possono essere trattati come variabili economiche».

Il messaggio conclusivo è rivolto all’Amministrazione comunale: “Le sentenze non fanno politica. Applicano il diritto. Ed è proprio il diritto che oggi ricorda all’Amministrazione un principio semplice, ma fondamentale: governare significa rispettare le regole prima ancora di chiederne il rispetto ai cittadini”.

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