Cronaca
13 Luglio 2026
Sette mesi al 38enne che attraversò Ferrara ai cento all'ora, minacciò di 'tagliarsi' con una torcia e aggredì gli agenti dopo l'inseguimento. Disposto anche il risarcimento ai poliziotti

Sfreccia sul Maserati in viale Cavour nella notte di Natale: condannato

di Redazione | 3 min

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Una Maserati lanciata a oltre cento chilometri orari lungo viale Cavour, i semafori rossi superati senza fermarsi e le pattuglie della polizia impegnate in un inseguimento nel cuore della notte di Natale. Una corsa ad altissimo rischio, terminata in via Agni con l’intervento del taser e una violenza colluttazione con gli agenti.

Per quei fatti il Tribunale di Ferrara ha riconosciuto Enrico Poggi, 38 anni, residente a San Giovanni in Persiceto, colpevole di resistenza a pubblico ufficiale e lo ha condannato a sette mesi di reclusione. La pena, secondo quanto comunicato dal legale delle parti civili, non è stata sospesa.

Il giudice ha inoltre disposto un risarcimento di 500 euro per ciascuno dei tre agenti costituiti parte civile – Domenico Longhi, Raffaele Chiodo e Galisto Gabriel Venittelli – assistiti dall’avvocato Vittorio Zappaterra. L’imputato dovrà anche rifondere le spese processuali, liquidate in duemila euro oltre agli accessori di legge.

La vicenda risale alla notte tra il 24 e il 25 dicembre 2023. Poggi si sarebbe allontanato a bordo della Maserati manifestando propositi suicidi, dopo aver lasciato alcuni regali sotto l’abitazione dell’ex compagna. Fu proprio la donna, preoccupata, a contattare le forze dell’ordine.

Due equipaggi della Squadra Volanti della Questura di Ferrara, le pattuglie Alpha 2 e Alpha 3, vennero inviati alla ricerca dell’uomo.

L’auto fu intercettata in Corso della Giovecca. Alla vista dei lampeggianti e dopo l’attivazione dei segnali acustici, il conducente non si fermò e accelerò, dando il via all’inseguimento.

Secondo la ricostruzione processuale, la Maserati percorse viale Cavour a una velocità superiore ai cento chilometri orari, superando diversi semafori rossi e zigzagando tra le altre vetture. La fuga proseguì poi lungo via Padova e via Nanni, con manovre che avrebbero messo in pericolo non soltanto gli agenti, ma anche gli automobilisti e le persone presenti lungo le strade.

La corsa terminò in via Agni. Qui il 38enne rimase all’interno dell’auto e si puntò alla gola un oggetto che, in un primo momento, sembrava poter essere una lama. In seguito si scoprì che si trattava di una pila.

L’uomo avrebbe minacciato di tagliarsi se i poliziotti si fossero avvicinati. Gli operatori tentarono a lungo di convincerlo a uscire dal veicolo, cercando di tranquillizzarlo.

Quando ogni tentativo di mediazione si rilevò inutile, l’agente Longhi utilizzò il taser in dotazione. I colleghi e i vigili del fuoco riuscirono così a rompere i finestrini e ad aprire l’automobile.

A quel punto Poggi reagì sferrando calci e pugni. L’agente Pierpaolo Ingrosso riportò lesioni superficiali e la manica destra della divisa venne strappata. I quattro poliziotti riuscirono infine a immobilizzare il 38enne, mentre il personale sanitario gli somministrava un sedativo per via endovenosa. L’uomo fu quindi trasportato in ospedale.

“Accogliamo con piena soddisfazione la sentenza del Tribunale di Ferrara, che ha riconosciuto la responsabilità dell’imputato e disposto il risarcimento in favore degli agenti”, commenta l’avvocato Vittorio Zappaterra.

Il legale sottolinea come la decisione si inserisca nell’orientamento giurisprudenziale secondo cui la fuga in automobile, quando avviene attraverso manovre pericolose, può integrare il reato di resistenza a pubblico ufficiale.

“Non si tratta di una condotta passiva – osserva Zappaterra – quando la guida mette concretamente a repentaglio l’incolumità degli agenti e dei cittadini e ostacola l’esercizio della funzione pubblica”.

Per configurare il reato, conclude il legale, non è necessario che le manovre provochino effettivamente un incidente: è sufficiente che creino una situazione concreta di pericolo e costringano gli operatori a esporsi a rischi durante l’inseguimento.

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