di Emanuele Gessi
All’indomani delle celebrazioni per il compleanno dello Statuto dei Lavoratori, Maria Grazia Gabrielli, della segreteria nazionale Cgil, ha incitato a raccogliere il testimone di quel pezzo decisivo di storia “votando 5 sì al referendum dell’8 e 9 giugno, per riconfermare quei diritti, aprire un nuovo capitolo e dare un futuro a questo Paese”.
Oltre ottanta persone, ieri (mercoledì 21 maggio) si sono radunate in piazza Trento Trieste a Ferrara, per ascoltare le parole della sindacalista, che è intervenuta insieme alla docente Unife Silvia Borrelli per entrare nel merito dei temi referendari e sottolineare innanzitutto che “è importante rovesciare il modo in cui finora è stato regolato il lavoro e dare un forte segno che la normativa in vigore non garantisce dignità al lavoro. In questo senso c’è bisogno di dare un messaggio di lotta per i diritti e contro la precarietà”.
“È stata fatta passare l’idea – ha dichiarato Gabrielli – che più si rendeva flessibile il lavoro e maggiori sarebbero state le occasioni create. Negli ultimi anni invece vediamo chiaramente che il benessere del nostro Paese non è cresciuto, che abbiamo una concentrazione della ricchezza in poche mani e che anche lavorando le persone non arrivano alla fine del mese. Riteniamo che i quesiti referendari rispondano proprio a questi bisogni per invertire la condizione attuale”.
Borrelli, che all’ateneo di Ferrara è docente di Diritto del lavoro, nel corso del comizio ha sviluppato delle riflessioni minuziose sui quesiti referendari. Partendo dagli appalti (scheda rosa) ha detto che è fondamentale cambiare per responsabilizzare i committenti, perché questi abbiano cura di scegliere delle imprese che garantiscano il rispetto della normativa in materia di sicurezza (sono state portate le tragedie di Suviana, Brandizzo e del crollo all’Esselunga di Firenze, come esempi di incidenti mortali sul lavoro verificatisi in situazioni di appalto e subappalto).
Sui contratti a termine di 12 mesi (scheda grigia) ha parlato di grave mancanza, per quanto riguarda l’assenza di obblighi che vincolino il datore di lavoro a giustificare questo tipo di stipulazione: “Non si sta proibendo di fare contratti a termine, ci saranno ancora, ma verrà richiesta una causale, andando a individuare per ogni settore le ragioni per cui la durata limitata è concessa”.
Per quanto i licenziamenti illegittimi (scheda verde) e la maggiore tutela per i lavoratori delle piccole imprese (scheda arancio) ha dichiarato: “Non si capisce perché se si perde illegittimamente il lavoro non ci debba essere una tutela in forma specifica. Nel caso dei licenziamenti collettivi è fondamentale ripristinarla. Per le imprese con meno di 16 dipendenti, invece, abbiamo oggi una disciplina che prevede un’indennità di massimo 6 mensilità, ed è imprescindibile andare a togliere questa soglia votando sì”.
Prossimi appuntamenti per approfondire i temi del referendum sono in programma al teatro De Micheli di Copparo, dove il segretario generale della Cgil Landini arriverà lunedì 26 maggio alle ore 10, e ancora in piazza Trento Trieste a Ferrara mercoledì 28 maggio per una lezione interamente dedicata al quesito sulla cittadinanza.
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