Politica
22 Luglio 2026
Il sindacato di polizia attacca la richiesta avanzata dalla minoranza in Consiglio comunale: "Si anticipano indagini e responsabilità per gettare fango sulle divise"

Il Coisp contro il minuto di silenzio per Fakir a Ferrara: “Strumentalizzazione politica”

di Redazione | 3 min

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“Chiedere un minuto di silenzio, in Consiglio Comunale a Ferrara, per onorare Abderrahim Fakir è, allo stato dei fatti e dei tempi, un chiaro e puntuale esempio del modo di ragionare di certa politica che rivendica questioni, seppur tristemente trascorse, per propria, utilitaristica, propaganda elettorale”. Sono queste le parole del Coordinamento per l’indipendenza sindacale delle forze di polizia dopo che, lunedì 20 luglio, in Consiglio comunale a Ferrara la consigliera Anna Chiappini a nome della minoranza ha chiesto un minuto di silenzio per il 42enne morto a Bologna durante un fermo di polizia.

“Ogni occasione appare propizia per portare avanti la bandiera del disonore alle forze di polizia – prosegue il Coisp -. Non si ha neppur minima contezza di cosa possa aver scatenato le conseguenze drammatiche del Pilastro di Bologna che una parte della politica e delle associazioni a vario titolo collegate si scagliano contro il poliziotto di turno reo, a loro dire, di aver applicato pratiche pericolose, disumane, con ignoranza ed insensibilità”.

“L’orchestra si prepara ad intonare la ormai ben nota canzoncina: l’avvocato, consigliere comunale, come da copione, dà il via alla sonata mediatica riecheggiando traumi del passato in ottica propedeutica al processo in aula di cui sarà diretta ed interessata parte; la corista consigliera di partito, riporta all’analogia con il caso Floyd, assimilando tutta la Polizia Italiana all’Agenzia Federale ICE. Altro consigliere intona: ‘È morto mentre era nelle mani dello Stato con procedure che questa città conosce molto bene’. A Bologna si organizza una manifestazione di piazza per ‘pretendere giustizia’”, aggiunge.

“Come se la giustizia in Italia fosse utopia il sindaco Lepore la richiede in strada – continua -, forse poco fiducioso del certo operato della magistratura. Grazie sindaco Lepore per le ore di distruzione e di caccia “allo sbirro”, grazie per i 56 poliziotti feriti, per le auto incendiate, per le biciclette devastate. Siamo fiduciosi nel pensare che di queste cose ne dovrà dar conto alla cittadinanza ed ai suoi elettori”.

“L’orchestra continuerà certamente ad intonare il suo canto – si legge nel comunicato -, ognuno nel rispetto del proprio ruolo. Ci sarà chi farà interrogazioni al Ministro dell’Interno, chi forse opterà, come accaduto in passato, per avviare l’iter di intitolazione di una delle diverse stanze della Camera o del Senato. Ci saranno nuovi deputati e senatori od europarlamentari tra gli “strillatori” di strada. La musica andrà avanti, gli orchestrali seguiranno il loro spartito, il direttore “sviscerato senso di disprezzo per le Forze di Polizia” giostrerà il tutto con assoluta maestria. La stampa, più o meno compiacente, farà da cornice e darà lustro. E tutto questo senza avere alcuna conoscenza dell’occorso ed anticipando la lapidazione pubblica e la gogna dei poliziotti, loro malgrado coinvolti nella vicenda, ad una fase estremamente embrionale,
secondo la logica del gettare comunque fango addosso alle divise”.

“Siamo stanchi di essere additati quali assassini, violenti, senza cervello e cuore – conclude -. Non abbiamo la forza per girare le spalle alle richieste della cittadinanza e, seppur con problemi prodromici di organico, ci adoperiamo al meglio per soddisfarle. Questo urlare “Al lupo! Al lupo!” però è snervante ed alla lunga potrebbe ben ingenerare dubbi di operatività concreta ed effettiva o di opportunità. Voltarsi dall’altraparte non è nel Dna dei poliziotti ma di questa consapevolezza non bisogna abusarne salvo, ovviamente, non sia proprio questo l’intento degli orchestrali di turno, a cui forse faranno comodo i disordini, i protocolli operativi della Polizia, criticati ma mai, volutamente, modificati. Forse taluno tra i musicanti troverà giovamento, economico ed ideologico, da queste asserite disfunzioni del sistema sicurezza. Forse chi grida oggi “al lupo al lupo!!” in cuor suo spera ardentemente che qualche agnellino venga sbranato”.

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