Le violente grandinate e i fortunali che hanno colpito in questi giorni il territorio ferrarese, causando danni a imprese, attività economiche, infrastrutture e servizi essenziali, impongono una riflessione che va oltre la gestione dell’emergenza. Per Cna Ferrara è necessario intervenire subito per sostenere le aziende colpite, ma è altrettanto indispensabile costruire una strategia di medio-lungo periodo capace di rendere il territorio e il sistema produttivo più resilienti agli effetti dei cambiamenti climatici.
«Gli eventi che abbiamo vissuto negli ultimi anni – dalle grandinate del 2023 fino a quanto accaduto in questi giorni – dimostrano che non siamo più di fronte a episodi isolati» afferma la presidente di Cna Jessica Morelli. «Le nostre imprese si trovano sempre più spesso a fare i conti con danni agli immobili, ai macchinari, ai mezzi, con interruzioni dell’attività produttiva e, come è avvenuto in questi giorni, anche con blackout prolungati che hanno compromesso lavorazioni, merci deperibili e servizi”.
“Ogni volta contiamo i danni e cerchiamo le risorse per ripartire. È un approccio che non basta più. Oggi bispgna investire per ridurre i danni di domani. Così come negli ultimi anni il sistema pubblico ha investito sulla prevenzione del rischio idraulico, oggi occorre aprire una nuova stagione di investimenti sulla resilienza del sistema produttivo. Non possiamo considerare normale che un’impresa debba fermarsi per giorni a causa della mancanza di energia o che ogni estate una grandinata comprometta anni di investimenti. La resilienza delle imprese è un interesse pubblico, perché dalla continuità delle attività economiche dipendono occupazione, servizi e tenuta delle comunità”.
C’è bisogno che tutti gli stakeholder del territorio si siedano intorno ad un tavolo nel più breve tempo possibile per capire cosa possiamo mettere in campo da subito e quali obiettivi ci diamo nel medio e lungo termine.
Gli interventi possono essere tanti. Per esempio, l’attivazione di uno specifico programma di incentivi destinato agli investimenti per la resilienza delle piccole e medie imprese: gruppi elettrogeni, sistemi di accumulo e continuità elettrica, interventi per la messa in sicurezza degli immobili produttivi, sistemi di protezione dalle grandinate, opere per migliorare il deflusso delle acque e tutte quelle soluzioni che consentano alle aziende di continuare a lavorare anche durante eventi meteorologici estremi. Ognuno di questi interventi dovrebbe essere oggetto di linee di finanziamento agevolato o forme di contribuzione.
Una questione emersa con forza riguarda la tenuta delle infrastrutture. Le prolungate interruzioni della fornitura di energia elettrica registrate in diverse aree della provincia hanno evidenziato quanto la continuità del servizio sia oggi un elemento strategico per il sistema economico. Per CNA è necessario accelerare gli investimenti sulla resilienza della rete elettrica e rafforzare il confronto tra gestori, istituzioni e rappresentanze delle imprese per individuare le situazioni più critiche e ridurre i tempi di ripristino.
“C’è un altro aspetto importante che riguarda la gestione del rischio – interviene il direttore di Cna Matteo Carion -. E’ necessario un Patto territoriale con le assicurazioni: infatti, le coperture assicurative catastrofali, rese di fatto obbligatorie dai provvedimenti adottati dal Governo, non coprono questo tipo di eventi, limitandosi ai danni prodotti da alluvioni, esondazioni, frane e terremoti. Come Associazione stiamo cercando di diffondere la cultura della prevenzione a tutti gli associati. Occorre tuttavia aprire un tavolo di confronto con le assicurazioni per diffondere una piena consapevolezza su rischi e coperture, favorendo il più possibile logiche di mutualizzazione dei rischi che consentano alle imprese di ottenere garanzie di copertura a condizioni sostenibili. Oggi, le condizioni proposte dalle assicurazioni sono difficilmente sostenibili per molte delle realtà che rappresentiamo, ma integrate alle coperture previste dalle catastrofali e abbinate a una attività di mitigazione dei rischi e prevenzione, potrebbero diventarlo”.
Infine, l’associazione propone di aprire una riflessione anche sulla gestione preventiva del patrimonio arboreo pubblico. La tutela del verde urbano rappresenta un valore irrinunciabile, ma richiede programmi di manutenzione sempre più adeguati ai cambiamenti climatici. Una pianificazione costante, supportata anche dal coinvolgimento delle imprese private specializzate del territorio, può contribuire a limitare il rischio di caduta di alberi e rami, con benefici per la sicurezza dei cittadini, delle attività economiche e delle infrastrutture.
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