Tentato omicidio al Doro. Confermata la custodia in carcere
È stata confermata, nella mattinata di ieri, la custodia cautelare in carcere per la 40enne fermata lunedì 29 giugno con l'accusa di tentato omicidio ai danni della coinquilina
È stata confermata, nella mattinata di ieri, la custodia cautelare in carcere per la 40enne fermata lunedì 29 giugno con l'accusa di tentato omicidio ai danni della coinquilina
Ferrara Tua deve riconoscere immediatamente il diritto di accesso agli atti dei consiglieri che vogliono controllare la regolarità della cessione di Amsef. Il difensore civico dell'Emilia-Romagna dà ragione ai consiglieri di minoranza Anselmo e Nanni
Il gip del Tribunale di Ferrara ha chiesto al pubblico ministero di riformulare il capo d'imputazione nel procedimento che vede coinvolta una dottoressa dell'ospedale di Argenta, inizialmente inserita nel procedimento a carico di Matteo Nocera, l'infermiere accusato dell'omicidio volontario pluriaggravato di Antonio Rivola
Un sopralluogo congiunto effettuato a maggio in una proprietà privata del territorio comunale di Copparo ha portato all'emissione di un'ordinanza del sindaco Fabrizio Pagnoni per garantire migliori condizioni di vita a dodici cani ospitati nell'immobile
"Trenta ore in pronto soccorso all’Arcispedale Sant’Anna su una barella senza protezioni antidecubito". È la denuncia, affidata ai social, di Fausto Bertoncelli
Era morta in casa, a 31 anni, uccisa da un proiettile in testa sparato per errore dal figlio di 8 anni.
Per l’assurda e drammatica fine di Rkia Hannaoui è stato condannato in primo grado a due anni e sei mesi omessa custodia di arma e concorso in omicidio colposo il vicino, proprietario della pistola. Come pena accessoria il gup del tribunale di Rovigo gli ha comminato una provvisionale di 100mila euro in favore della famiglia.
Rkia Hannaoui perde la vita il 28 marzo del 2023, mentre si trova all’interno della sua casa di Ariano Polesine, in via Fiume, a pochi passi dal Ferrarese. A chiamare i soccorsi sono i due figli di 8 e 11 anni. È il proprietario del casolare e vicino di casa (l’uomo che sarà condannato) ad accorgersi che perdeva sangue dalla testa.
L’uomo chiama i soccorsi e la donna, ancora viva, viene ricoverata in condizioni disperate all’ospedale del Delta di Lagosanto. È qui che i sanitari si accorgono che non si trattava di un incidente domestico, ma di qualcos’altro, avendo scoperto che la 31enne aveva un proiettile conficcato nella testa. Rkia morirà poco dopo.
La pistola viene ritrovata dagli inquirenti poche ore dopo, sotterrata nelle vicinanze del casolare dove si è consumata la tragedia.
Le indagini dei Carabinieri della Compagnia di Adria e della Stazione di Ariano Polesine, supportati da quelli del Nucleo Investigativo di Rovigo, portano a scoprire che a premere, involontariamente, il grilletto di una pistola calibro 22 è stato il figlio minore.
Il piccolo aveva recuperato l’arma dall’abitazione del vicino, prendendola da un cassetto. La detenzione di una pistola senza cautele ha motivato l’incriminazione per omessa custodia. L’esito fatale del ‘gioco’ quella per omicidio colposo.
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