Economia e Lavoro
5 Giugno 2026
Martedì 9 giugno saranno in presidio dalle 9 alle 12 davanti alla caserma di via Verga dopo che lo scorso 5 maggio il tentativo di conciliazione era caduto nel vuoto

Acqua non potabile e mancanza di mezzi. I Vigili del Fuoco scioperano

di Redazione | 2 min

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Martedì 9 giugno i Vigili del Fuoco del Comando di Ferrara parteciperanno a uno sciopero indetto da Fp Cgil, Uilpa e Conapo visto l’esito negativo del tentativo di conciliazione con la Direzione regionale per la carenza dei mezzi e le criticità strutturali della caserma di via Verga.

Proprio lì, dalle 8 alle 12, si riuniranno i pompieri dopo il tentativo di conciliazione conclusosi nel nulla dello scorso 5 maggio. Si tratta della naturale prosecuzione dello scontro già emerso ad aprile, e poi a maggio, quando le organizzazioni sindacali avevano denunciato “mezzi vecchi” e “condizioni critiche nelle sedi”, lamentando carenze strutturali e operative tali da compromettere il servizio di soccorso sul territorio ferrarese.

Secondo quanto riferito nel comunicato unitario di maggio, si era “consumata una netta rottura tra l’Amministrazione e le rappresentanze sindacali” a causa della “assenza di risposte risolutive su criticità ormai divenute insostenibili”.

Tra i temi principali resta quello della dotazione dei mezzi di soccorso. I sindacati sostengono che “per garantire l’efficienza del soccorso sul territorio ferrarese” siano indispensabili almeno un’altra Autopompa Serbatoio e chiedono tempi certi sulla consegna.

Il fronte più delicato rimarrebbe comunque la condizione della sede di servizio. Nei passati comunicati avevano parlato di  “problemi agli impianti idrici, termici e di climatizzazione” che “si trascinano da anni senza interventi risolutivi”. Particolarmente grave il nodo dell’acqua di cui sarebbe stata certificata “la non potabilità”.

Nonostante le misure precauzionali adottate dal comandante provinciale, “la persistenza di valori fuori norma nell’acqua calda” avrebbe impedito “l’utilizzo delle docce”, con pesanti ripercussioni per il personale operativo che, al termine degli interventi, non può effettuare “la necessaria igiene personale”.

I sindacati lamentano l’approccio definito di “soluzioni temporanee e parziali” e dopo le prime mobilitazione e tentativi di conciliazione sono giunti alla proclamazione dello sciopero.

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