Politica
26 Ottobre 2024
Il Movimento 5 Stelle si dice pronto a battersi "perché la sanità resti pubblica"

Sanità, M5S: “La manovra del Governo mette a rischio il sistema regionale”

di Redazione | 2 min

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Un minuto di silenzio per commemorare Abderrahim Fakir, il 43enne di nazionalità marocchina che domenica (19 luglio) pomeriggio, al quartiere pilastro di Bologna, è morto durante un controllo da parte degli agenti della polizia di Stato. A proporlo, durante l'ultima seduta del Consiglio comunale, a nome di tutti i gruppi di minoranza, è stata la consigliera Anna Chiappini del Pd

“Non sarà di 3,5 miliardi di euro l’incremento delle risorse nel Fondo sanitario nazionale nel 2025, ma solamente di 1,3 miliardi. E così se ad oggi sono già 4,5 milioni le persone che in Italia rinunciano a visite ed esami (dati Istat), in un prossimo futuro la situazione potrà solo peggiorare”.

Con queste parole la deputata del Movimento 5 Stelle Stefania Ascari, il senatore e coordinatore regionale Marco Croatti, il coordinatore regionale Gabriele Lanzi e la capogruppo in Regione Silvia Piccinini commentano gli interventi che il governo Meloni sta inserendo all’interno della manovra in materia di sanità.

“In questo modo – proseguono – con il continuo taglio dei servizi e la riduzione degli investimenti si finirà per penalizzare una volta di più il sistema sanitario regionale. E di conseguenza le persone, che devono poter continuare ad accedere nella maniera più semplice e lineare alle cure e all’assistenza pubblica. In questo modo si favorisce il sistema privato e questo non è accettabile”.

Il sistema regionale dell’Emilia-Romagna mantiene livelli alti di standard nelle prestazioni per la competenza delle persone che ogni giorno vi lavorano e degli strumenti di cui si è dotato, ma non può fare a meno delle risorse del Fondo sanitario nazionale. “La dura lezione del Covid evidentemente non è stata compresa fino in fondo – concludono gli esponenti del Movimento 5 Stelle – e noi siamo pronti a batterci perché questi principi vengano tutelati. Non possiamo correre il rischio di un nuovo disastro sociale”.

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