Politica
21 Luglio 2026
La richiesta dei gruppi di minoranza. L'ex poliziotto Perelli (Lega): "Mi sembra si stiano anticipando i tempi". Fiorentini (Civica Anselmo): "È morto mentre era nelle mani dello Stato con procedure che questa città conosce molto bene"

Morto durante il fermo di polizia. No al minuto di silenzio in Consiglio Comunale

di Davide Soattin | 3 min

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Un minuto di silenzio per commemorare Abderrahim Fakir, il 43enne di nazionalità marocchina che domenica (19 luglio) pomeriggio, al quartiere pilastro di Bologna, è morto durante un controllo da parte degli agenti della polizia di Stato. A proporlo, durante l’ultima seduta del Consiglio comunale, a nome di tutti i gruppi di minoranza, è stata la consigliera Anna Chiappini del Partito Democratico. La richiesta però non è passata, bocciata da tutti i capigruppo di maggioranza, oltre che dal consigliere Federico Soffritti, presidente dell’assise municipale.

Mi sembra si stiano anticipando i tempi. Non sappiamo com’è morta questa povera persona e non mi sembra giusto fare il minuto di silenzio” ha commentato l’ex poliziotto Stefano Perelli (Lega). “Anche per noi è prematuro” gli ha fatto eco Francesco Rendine della civica Fabbri. Che poi ha aggiunto: “Non sappiamo la ragione per cui è morto. Potrebbe avere avuto problema pressistente e ancora non c’è stato alcun accertamento medico che lo possa chiarire. È inaccettabile una richiesta simile a distanza di poche ore dalla morte dovuta a questioni sconosciute, quando poco tempo fa abbiamo commemorato cittadini italiani che avevano acquisito meriti particolari. Si tratta di una questione che non interessa alla città di Ferrara”.

Dello stesso avviso Iolanda Madeo di Fratelli d’Italia: “Ci associamo e anche noi crediamo sia prematuro. Di vittime ne abbiamo tutti i giorni, anche del lavoro” ha affermato, mentre Francesco Levato di Forza Italia, nel fare le proprie condoglianze alla famiglia del 43enne, ha ritenuto “eccessivo” il minuto di silenzio “senza aver capito le cause della morte”. “La morte di chiunque – ha detto – merita rispetto, ma allora ieri in provincia di Salerno c’è stato un altro ipotetico omicidio di un giornalista sportivo. Dovremmo fare il minuto di silenzio per tutti“.

Dura la replica di Leonardo Fiorentini, capogruppo della civica Anselmo: “Parliamo di un ragazzo che è morto nelle mani dello Stato con procedure di fermo e arresto che questa città conosce molto bene. E che, nonostante il Comitato per la prevenzione della tortura già nel 2003 chiedesse di smettere di usare questi metodi per fermare le persone, il nostro Stato ha ignorato. Così come la recente sentenza della Cedu. E così continuano i morti durante i fermi di polizia. Al di là delle responsabilità penali che saranno verificate dai magistrati, qui si tratta di una persona che era in custodia dello Stato e che è deceduta a prescindere dalle cause che hanno avuto diretto effetto sulla morte”-

Critica sulla decisione della maggioranza anche Anna Chiappini che aveva chiesto il minuto di silenzio per una morte avvenuta in “condizioni pietose, tutte da chiarire“. “Mi sembra di capire – ha affermato – che la maggioranza non abbia la volontà di onorare la vita a prescindere, che non ha distinzione per cultura o religione. Ne prendiamo atto e ci fermiamo qua”.

A chiudere la discussione, respingendo la richiesta dei gruppi di minoranza, Federico Soffritti, presidente del Consiglio Comunale, specificando che “pur esprimendo massimo rispetto per il dolore dei familiari, questo consesso istituzionale debba mantenere linea di stretta neutralità rispetto ai fatti di cronaca ancora fase accertamento giudiziario e quindi preferisco non aderire all’iniziativa”.

 

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