di Alberto Balboni*
Marcella Zappaterra dà i numeri, ma li sbaglia clamorosamente, non so se in mala fede o per scarsa informazione. Forse le basta ripetere gli slogan di Elly Schlein nella speranza che gli elettori ci caschino. Ma la verità è un’altra.
La manovra finanziaria presentata dal Governo prevede risorse aggiuntive per la Sanità pari a 1,302 miliardi per il 2025; 5,078 miliardi per il 2026; 5,780 per il 2027; 6,663 per il 2028 e così via fino al 2030 dove sfiora i 9 miliardi. Zappaterra dice che queste risorse non sono sufficienti a garantire la percentuale degli anni scorsi in rapporto al Pil. Falso!
Quest’anno la percentuale della spesa sanitaria in rapporto al Pil si è attestata al 6,3%; l’anno prossimo per effetto dell’aumento deciso in Legge di Bilancio sarà del 6,35% e nel 2026 salirà al 6,46%. Esattamente il livello che aveva toccato nel periodo 2016/2019 quando governava il Pd.
Certo, nel 2020/2021 la percentuale è stata maggiore, a causa delle spese straordinarie legate all’emergenza pandemica e soprattutto al crollo del Pil, ma nessuna persona con un minimo di onestà intellettuale può pensare di prendere a riferimento quel biennio terribile.
Se facciamo il confronto con la Germania siamo molto lontani, è vero. E lo stesso vale per Francia e Regno Unito, dove il rapporto è tra il 9% ed il 10%. Ma era così anche quando governava il Pd e non ricordo che Zappaterra o altri di sinistra se ne siano mai scandalizzati.
Per eguagliare quei paesi accorerebbero dai 60 ai100 miliardi all’anno, Ecco perché, per fare qualche esempio, né Letta, o Renzi, o Gentiloni o Conte2 si sono mai scostati dal 6 virgola percento. Con un’aggravante: avendo a disposizione risorse di gran lunga maggiori di oggi, hanno preferito dissiparle altrove, dai banchi a rotelle al superbonus.
*senatore di Fratelli d’Italia
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