Economia e Lavoro
21 Luglio 2026
Il presidente Piva guarda al bilancio catastrofico delle aziende agricole dopo il terzo nubifragio: "Serve un sistema di gestione del rischio che funzioni davvero"

Maltempo, grandine e frutteti devastati. Cia Ferrara: “Non vogliamo elemosina”

di Redazione | 4 min

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Non c’è tregua per le aziende agricole ferraresi dopo l’ennesimo evento atmosferico estremo che ha duramente colpito tutta la città di Ferrara fino a Burana. Martedì 21 luglio, intorno a mezzogiorno, una violentissima grandinata, accompagnata da piogge torrenziali e raffiche di vento, si è abbattuta con furia inaudita, completando un quadro di devastazione che in pochi giorni non ha risparmiato alcun angolo della provincia.

Il bilancio di quella che sembra ormai la sceneggiatura di un film catastrofico è di frutteti devastati, campi di orticole, soia, sorgo, mais, riso e girasole irrimediabilmente danneggiati. Nessuna area della provincia, dunque, si è salvata e il settore agricolo è decisamente arrivato al punto di non ritorno, tanto che Cia-Agricoltori Italiani Ferrara non solo chiede di riconoscere l’eccezionalità dell’evento e di vigilare perché gli indennizzi siano adeguati ai danni subiti dagli agricoltori, ma anche risposte immediate e non più rinviabili sulla gestione del rischio.

“Siamo stanchi di contare i danni mentre la politica e le istituzioni restano a guardare – commenta Massimo Piva, presidente di Cia Ferrara. Come associazione chiederemo che l’evento di oggi e quelli dei giorni scorsi siano considerati eventi atmosferici eccezionali, vista la loro capacità distruttiva. E conseguentemente chiediamo che si vigili perché questi i danni che sono inequivocabili, siano riconosciuti pienamente e in maniera netta. Ma questo è solo il primo passo, perché non è più possibile difendersi con strumenti che definire inadeguati è un eufemismo: serve una revisione profonda, radicale e strutturale di tutto il sistema assicurativo e di sostegno. Non possiamo accettare che, mentre i premi delle polizze esplodono a causa dell’intensificarsi dei sinistri, il contributo pubblico effettivo sia crollato dal 70% a un misero 40% a causa di fondi insufficienti. Questa situazione sta spingendo le nostre aziende in un vicolo cieco, costringendole alla tragica scelta di rinunciare alla copertura assicurativa, non avendo più le risorse economiche per stipulare polizze diventate proibitive”.

Problemi anche con il riconoscimento del danno e le tempistiche di risarcimento. “A questo – continua Piva – si aggiungono le difficoltà a veder riconosciuto il danno in maniera giusta imparziale e il “muro di gomma” di Agea: viviamo nell’assurdo di un 2026 dove, nonostante l’intelligenza artificiale risolva problematiche complesse in pochi secondi, la burocrazia continua a strozzare chi lavora. È inaccettabile, infatti, che i risarcimenti a danni di questa natura vengano liquidati dopo anni a causa di verifiche infinite e incroci di dati, impedendo alle aziende di avere la liquidità necessaria per ripartire dopo una catastrofe e lasciando i loro bilanci in rosso”.

“Infine, AgriCat: quello che viene presentato come un paracadute è in realtà un prelievo forzato del 3% dai contributi PAC di ogni agricoltore, un fondo mutualistico che si sta rivelando uno strumento troppo complesso, lento e del tutto insufficiente a fronteggiare danni di questa portata. Non vogliamo elemosina – conclude il presidente di Cia Ferrara – ma un sistema di gestione del rischio che funzioni davvero. O si cambia rotta ora, o l’agricoltura ferrarese scomparirà sotto il peso della grandine e dell’inefficienza dello Stato”.

Anche Coldiretti Ferrara registra il “triste bollettino”: “Temporali con grandine a partire dall’alto ferrarese (a Bondeno e Vigarano Mainarda in modo particolare) per arrivare fino alla città di Ferrara ed alle frazioni della zona sud: San Martino, Gaibanella, Gorgo, Chiesuol del Fosso, Torre Fossa, Via Bologna ma anche Porotto, ed in minor misura altre zone a quanto ad ora segnalatoci”.

“Danni irrecuperabili per le colture a pieno campo, orticole e seminative, problemi anche per i frutteti con alberi caduti, reti antigrandine sfondate dal peso della grandine accumulatasi in pochi minuti, pali di sostegno spezzati, ma anche ai fabbricati con tetti perforati, vetri spaccati, auto danneggiate – aggiunge Coldiretti -. Non solo danni alle campagne ma anche a strutture produttive e commerciali, in un triste bilancio che accumuna cittadini e agricoltori di fronte ad eventi di inusitata violenza, dove case, capannoni, frutteti e campi sono sottoposti a fenomeni ravvicinati e distruttivi come difficilmente capitava in passato”.

“Fenomeni che obbligano a riflettere su quali strumenti diversi occorra ragionare per risarcire danni in corso di quantificazione da ora ai prossimi giorni – conclude Coldiretti -, ma che saranno milionari e che per le aziende agricole potrebbero avere effetti nefasti anche per gli anni a venire oltre che nei rapporti commerciali difficili da riprendere. Le segnalazioni che arrivano e arriveranno nei prossimi giorni dagli associati saranno utili per richiedere lo stato di calamità ed attivare le procedure per attivare gli interventi di ristoro”.

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