Cronaca
26 Ottobre 2024
Dovrà pagare 1.000 euro di multa. Leader storico del centro sociale Asilo di Torino, è finito a processo per una frase durante una protesta davanti al carcere di via Arginone

“Tutte le morti in carcere sono morti di Stato”. Condanna per un anarchico

(Foto di archivio)
di Davide Soattin | 2 min

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Condannato al pagamento di 1.000 euro di multa per una frase pronunciata durante una manifestazione organizzata davanti al carcere di via Arginone.

È quanto ieri mattina (venerdì 25 ottobre) ha deciso il tribunale di Ferrara per Antonio Rizzo, 39enne anarchico finito a processo con l’accusa di vilipendio alla Repubblica Italiana e alle Forze armate dello Stato.

Il fatto risale al 24 maggio 2020 e s’inserisce nelle proteste per le morti avvenute nelle carceri italiane a seguito delle rivolte del marzo 2020 per il Covid.

In quella circostanza, il 39enne – in mezzo agli altri manifestanti – avrebbe gridato che “quattordici detenuti sono stati uccisi dalla Polizia Penitenziaria, anche se ci hanno raccontato che sono morti a causa del metadone, ma queste, come tutte le morti in carcere, sono morti di Stato“.

Leader storico del centro sociale Asilo di via Alessandria a Torino, sgomberato nel 2019, il nome di Antonio Rizzo è ricorrente nella galassia anarchica.

A febbraio 2019 infatti, insieme ad altri anarchici insurrezionalisti, era stato arrestato nell’inchiesta “Scintilla” per una serie di azioni compiute contro i Cpr e le politiche del governo in materia di immigrazione.

Nonostante ciò, a maggio 2020, quando ci fu quella protesta davanti al carcere, Rizzo era già stato liberato in attesa del processo per quei fatti e partecipò alla manifestazione.

Nello specifico, gli inquirenti avevano accertato ben ventuno attentati consumati in numerose città italiane tra maggio 2015 e dicembre 2016.

Gli attentati erano stati organizzati attraverso l’invio di plichi e ordigni esplosivi, interessando anche gli uffici di Poste Italiane tra Torino, Bologna e Genova.

Poste Italiane era stata individuata come obiettivo poiché proprietaria della società di aeronavigazione Mistralair che dal 2011 era assegnataria dell’appalto ministeriale per il trasporto degli extracomunitari da rimpatriare.

Le accuse mosse agli anarchici finiti a processo erano – a vario titolo – di associazione sovversiva, istigazione a delinquere e detenzione, fabbricazione e porto, in luogo pubblico, di ordigni esplosivi.

Il reato associativo però è caduto in primo grado e, lo scorso aprile, dopo il processo in Appello, Rizzo è stato assolto da tutte le accuse. Ora è libero, senza misure.

Le motivazioni della sentenza del tribunale di Ferrara sono attese entro 90 giorni.

 

 

 

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