Cronaca
22 Ottobre 2024
A due ragazze di 24 e 25 anni provenienti dalla provincia di Salerno sono stati inflitti un anno e otto mesi e un anno di pena. Il fatto risale allo scorso 12 aprile ad Argenta

Finto carabiniere e finto avvocato. Condannate due truffatrici in trasferta

di Davide Soattin | 2 min

Leggi anche

Sequestrato dal commando per 40mila euro in bitcoin

Lo avrebbero aggredito per rubargli 40mila euro in bitcoin che aveva nel proprio telefono cellulare. Sarebbe questo il movente della rapina avvenuta nell'agosto 2023 a Malborghetto, ai danni di un giovane ferrarese. Ad agire una banda di quattro persone

Omicidio in ospedale. “Mi disse di non dire nulla, ma di lasciar parlare lui”

La circostanza emerge da un'intercettazione telefonica del 2 ottobre 2024 tra l'infermiera stessa - sentita ieri pomeriggio (giovedì 29 ottobre) davanti alla Corte d'Assise - e sua sorella, mentre il faccia a faccia sarebbe avvenuto nella cucinetta del reparto di Lungodegenza Geriatrica Riabilitativa dell'ospedale Mazzolani-Vandini di Argenta

Chiedevano il pizzo alle prostitute, condanne pesanti per una coppia di sfruttatori

Avevano costretto alcune prostitute a versare loro il pizzo per 'affittare' il tratto di strada in cui vendere il proprio corpo. È l'accusa per cui ieri (giovedì 29 ottobre) il collegio del tribunale di Ferrara ha pesantemente condannato in primo grado una coppia, lui 51enne e lei 50enne, entrambi di nazionalità albanese

Argenta. Sono state rispettivamente condannate a un anno e otto mesi e a un anno, le due truffatrici di 24 e 25 anni – entrambe trasfertiste dalla provincia di Salerno – che erano finite a processo con l’accusa di tentata truffa in concorso e resistenza a pubblico ufficiale grazie alla scaltrezza della donna che stavano tentando di raggirare.

Ignoti, invece, sono rimasti i ‘mandanti‘, quelli che si erano finti uno carabiniere e l’altro avvocato

Uno di questi, lo scorso 12 aprile, aveva telefonato a una signora di 46 anni di Argenta: “Buongiorno, siamo i carabinieri. La dobbiamo informare che purtroppo suo marito ha appena provocato un grave incidente stradale e attualmente è in caserma in stato di arresto. Se mi fornisce il suo recapito cellulare, la faccio contattare dall’avvocato d’ufficio che le indicherà come versare la cifra necessaria alla liberazione“.

Per ‘liberare’ il marito avrebbe dovuto versare all’autorità giudiziaria 7.500 euro di cauzione. Terminata questa prima telefonata, ne è arrivata subito un’altra, in cui un sedicente avvocato, ribadendo la situazione, precisava che una sua collaboratrice di studio sarebbe passata presso l’abitazione della signora per ritirare il denaro, aggiungendo che, qualora la donna non avesse avuto immediata disponibilità dell’intera somma richiesta, avrebbe potuto consegnare gioielli di valore equivalente, che sarebbero stati depositati in garanzia presso i carabinieri.

La donna fece finta di credere ai malfattori e nel frattempo avvertì il 112. Il comandante della stazione, assieme a un altro militare, raggiunse la signora e si nascose in casa della vittima. Altri cinque militari, divisi in due squadre, si erano appostati sulla strada a ridosso dell’abitazione.

Fu allora che la collaboratrice dell’avvocato suonò il campanello ed entrando in casa trovò due carabinieri veri ad “accoglierla”. Intanto, sulla strada, gli altri militari avevano già individuato e bloccato la complice, che attendeva in auto.

Ieri (lunedì 21 ottobre) la sentenza pronunciata dal giudice Giovanni Solinas ha chiuso la vicenda processuale nata da quel fatto di cronaca, condannando entrambe.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com