Cronaca
11 Ottobre 2024
La Procura ha chiesto complessivamente quattro anni per un 55enne e un 48enne accusati di truffa, simulazione di reato e autoriciclaggio per fatti risalenti all'ottobre 2017

“Dirottarono nel loro conto soldi dall’Ungheria”. Chieste due condanne

Il sostituto procuratore Isabella Cavallari
di Davide Soattin | 2 min

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Finiti a processo con le accuse – tutte in concorso – di truffa, autoriciclaggio e simulazione di reato, per loro, un 55enne della provincia di Rovigo e un 48enne ferrarese, durante l’udienza di ieri (giovedì 10 ottobre) la Procura di Ferrara – pm Isabella Cavallari – ha chiesto complessivamente la condanna a quattro anni e 3.400 euro di multa, dopo che un terzo imputato – a luglio 2022 – aveva scelto di essere giudicato con rito abbreviato davanti al gup Carlo Negri, che gli aveva inflitto un anno e mezzo di reclusione.

I fatti risalgono a ottobre 2017 e ruotano attorno ai circa 120mila euro che un’azienda ungherese aveva versato nei confronti di un’azienda di Udine come pagamento per la fornitura di una sofisticata macchina industriale utilizzata per lucidare il legno delle bare. Una mano però, attraverso una truffa telematica, sarebbe riuscita a ‘intromettersi‘ nella transazione, impedendo che i soldi arrivassero a destinazione e dirottandoli sul conto corrente bancario di un’impresa ferrarese di costruzioni edili, la Edilgenerali.

A capo di quest’ultima, tutti e tre come soci, c’erano i tre uomini finiti a processo che, dopo la querela da parte dell’azienda ungherese, finirono sotto la lente della Procura di Ferrara, indagati per truffa, autoriciclaggio e simulazione di reato in concorso e in continuazione. Per la pm Isabella Cavallari, infatti, i tre avrebbero movimentato una parte di quei soldi, 84mila euro, in Repubblica Ceca, con l’obiettivo – questa è la tesi dell’accusa – di pulire il denaro che si erano trovati in modo fortuito addebitato sul loro conto.

La restante parte di quella cifra incassata invece, sempre secondo il castello accusatorio della Procura, sarebbe stata spesa principalmente da due dei tre soci dell’azienda ferrarese, col terzo socio che avrebbe ricevuto solamente 2mila euro, dal momento che il suo ruolo nella società sarebbe stato più marginale a livello di gestione, visto che tra le sue incombenze non rientravano fatturazioni e nemmeno questioni amministrative, limitandosi solamente ad ottenere una provvigione sulle commesse procurate.

Ieri – come si diceva in apertura – la pm Isabella Cavallari ha chiesto 2 anni e 6 mesi e 3.000 euro di multa per il 55enne e 1 anno e 6 mesi e 400 euro di multa per il 48enne, mentre le difese hanno chiesto l’assoluzione per i loro assistiti, dicendo che i due sarebbero stati vittime di un piano architettato da altri e non riconducibile a loro

Si torna in aula il 18 novembre per la sentenza.

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