Cronaca
21 Giugno 2022
Intercettati durante la caccia al killer Feher, erano accusati di aver commesso una serie di furti in provincia

Tutti assolti gli ‘amici’ di Igor

di Daniele Oppo | 1 min

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È iniziato ieri mattina, giovedì 17 settembre, davanti alla Corte d'Assise del Tribunale di Ferrara, il processo che vede alla sbarra Matteo Nocera, l'ex infermiere 44enne accusato dell'omicidio volontario pluriaggravato di Antonio Rivola, 83 anni, morto nel settembre 2024 mentre era ricoverato nel reparto di Lungodegenza Post-Acuzie Riabilitativa Geriatrica dell’ospedale Mazzolani-Vandini di Argenta

Rissa tra bande. Dopo quattro anni spunta l’ipotesi tentato omicidio

Dalla rissa aggravata a una nuova, seppur emersa informalmente, ipotesi di reato: quella di tentato omicidio. È l'evoluzione che potrebbe avere il processo per quanto accaduto nella notte tra il 29 e il 30 agosto 2022 al campo sportivo di Consandolo con protagonisti dieci cittadini di nazionalità pakistana

Tutti assolti per non aver commesso il fatto. Finisce così il processo a carico degli ‘amici di Igor’, accusati di una serie di furti di gasolio e altro materiale, intercettati dagli inquirenti mentre davano la caccia a Norbert Feher, dopo gli omicidi di Davide Fabbri e Valerio Verri nella primavera del 2017, che forse aveva trovato riparo da loro per qualche tempo.

Nessuna responsabilità, dunque, a carico di Giancarlo Lunardi, Elizabeta Bejzaku, Massimiliano Ghirardi, Ragip Bejzacu, Afrim Bejzacu e Luca Grisetti che per la procura componevano la banda autrice di una quindicina di furti compiuti tra Berra, Portomaggiore, Ariano, Jolanda di Savoia, Codigoro, Ferrara, il Rodigino e il Modenese e Ostellato.

Nella scorsa udienza, per tutti loro, la procura aveva chiesto la condanna per tutti, con pene da un anno e due mesi fino a due anni e otto mesi.

Il difensore della maggior parte degli imputati, l’avvocato Alessandro Gabellone, aveva avanzato un’eccezione di inutilizzabilità delle intercettazioni, perché mancava l’autorizzazione del magistrato, e sostenuto che in ogni caso non vi fosse la prova che i furti fossero stati commessi proprio dagli imputati.

La giudice Alessandra Martinelli ha stabilito in 60 giorni il termine per il deposito delle motivazioni.

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