La Ferrara-Mare potrebbe cambiare volto e diventare un raccordo con caratteristiche autostradali, con tanto di pedaggio. Il progetto di “Concessione della progettazione, riqualificazione funzionale ad autostrada e gestione del raccordo autostradale Ferrara-Porto Garibaldi”, comparso nei giorni scorsi sul sito dell’impresa Collini di Trento, indica infatti un intervento articolato in tre tratti e con tempistiche di realizzazione comprese tra il 2026 e il 2033.
Il primo tratto andrebbe dal casello di Ferrara Sud al chilometro 4,2, il secondo dal km 4,2 al km 43,1, all’altezza della barriera di Comacchio, mentre il terzo proseguirebbe fino a Porto Garibaldi. Il progetto prevede cinque svincoli, una barriera di esazione e quindi un punto per il pagamento del pedaggio a Porto Garibaldi, oltre a due aree di servizio e un’area di sosta.

La configurazione finale indicata nel progetto prevede due carreggiate, ciascuna larga 3,75 metri, con una corsia di emergenza da tre metri per direzione di marcia. Le carreggiate sarebbero separate da uno spartitraffico di quattro metri, per una piattaforma complessiva larga 25 metri.
Tra le imprese indicate per la realizzazione figurano Autobrennero, Pizzarotti, Coopsette, Oberosler, Cordioli, Wipptal, Ccc, Mazzi e Consorzio Stabile Modenese. Il committente indicato è Anas.
La trasformazione della Ferrara-Mare in autostrada non è un’ipotesi nuova. Se ne discute da anni e il progetto originario era collegato anche alla realizzazione della Cispadana, con l’idea di creare un sistema autostradale capace di collegare l’area di Ferrara con il mare.
Oggi la trasformazione torna a comparire in un progetto con una precisa articolazione dei lavori e una scansione temporale. Resta però da chiarire il quadro istituzionale dell’operazione e la posizione del Ministero dei Trasporti e della Regione Emilia Romagna.
Intanto la prospettiva del pedaggio ha già provocato la reazione del Pd di Comacchio. Il segretario Michele Farinelli contesta innanzitutto il metodo e chiede chiarimenti sul coinvolgimento dei territori.
“Ma davvero pensano di trasformare la Ferrara-Mare in un’autostrada a pedaggio così, all’improvviso, senza discutere seriamente con i territori?”, domanda Farinelli, sostenendo che lavoratori, studenti e famiglie non dovrebbero apprendere la novità “dai giornali”.
Secondo il segretario dem, l’ipotesi di trasformazione era già nota ma sarebbe stata storicamente collegata alla realizzazione della Cispadana, mentre ora “scopriamo che si sta progettando la trasformazione dell’attuale superstrada, con caselli, aree di servizio e un pedaggio da pagare”.
Particolare preoccupazione viene espressa per i pendolari. “Pagherà chi ogni mattina prende la Ferrara-Mare per andare al lavoro. Pagheranno i pendolari. Pagheranno le famiglie. Pagheranno gli studenti”, sostiene Farinelli, secondo il quale un aumento dei costi della strada potrebbe avere conseguenze anche sul trasporto pubblico.
Il Pd di Comacchio teme inoltre che parte del traffico possa riversarsi sulla viabilità alternativa, citando via Pomposa, via Comacchio e le altre arterie parallele, con il rischio, secondo Farinelli, di un aumento di traffico e congestione.
Nel mirino del segretario dem finiscono anche il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e l’amministrazione comunale di Comacchio. Farinelli chiede al sindaco Samuele Bellotti di assumere “una posizione netta” contro la trasformazione della Ferrara-Mare in un’autostrada a pagamento e di portare la questione al Ministero.
“Comacchio – conclude – non ha bisogno di nuovi caselli. Ha bisogno di strade sicure, collegamenti efficienti e infrastrutture degne di un territorio turistico che produce ricchezza per l’intera provincia”.
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