Argenta
18 Settembre 2026
La testimonianza di una persona offesa rivela ferite molto più importanti rispetto a quelle indicate nel capo di imputazione originario. Il giudice invita il pm a a valutare la riformulazione dell'accusa dopo il racconto

Rissa tra bande. Dopo quattro anni spunta l’ipotesi tentato omicidio

di Davide Soattin | 3 min

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Consandolo. Dalla rissa aggravata a una nuova, seppur emersa informalmente, ipotesi di reato: quella di tentato omicidio. È l’evoluzione che potrebbe avere il processo per quanto accaduto nella notte tra il 29 e il 30 agosto 2022 al campo sportivo di Consandolo con protagonisti dieci cittadini di nazionalità pakistana. Durante la scorsa udienza, infatti, le gravi conseguenze riportate da uno dei coinvolti nella zuffa, fino a oggi mai confluite negli atti di indagine, hanno aperto a nuovi e inediti scenari, tanto che il giudice ha invitato la Procura a rivalutare la qualificazione giuridica dei fatti.

Al centro della nuova ricostruzione c’è la testimonianza di una delle quattro persone offese (l’unico a parlare italiano, ndr) che, stando a quanto riferito in aula, durante la colluttazione, aveva riportato ferite molto più importanti rispetto a quelle indicate nel capo di imputazione originario.

L’uomo, dopo essere andato al pronto soccorso di Argenta, era stato trasferito in elisoccorso all’ospedale Bologna, dove era stato ricoverato per circa un mese. Tra le lesioni riportate, una particolarmente grave: una coltellata al braccio, dalla zona dell’ascella fino al gomito. A questa si sarebbero aggiunte ferite al costato, alla coscia e alla mano destra. Quest’ultima avrebbe provocato anche la lesione di un tendine, con conseguenti difficoltà nel movimento di due dita.

A documentare la diversa entità delle conseguenze sono i certificati medici presentati in udienza: la prognosi indicata è arrivata a sette mesi, un periodo di gran lunga superiore rispetto a quello risultante dagli atti sui quali era stata formulata l’originaria contestazione da parte della Procura.

L’uomo avrebbe inoltre indicato in aula la persona che, secondo la propria ricostruzione, lo avrebbe colpito con il coltello. Un elemento che, insieme alla documentazione sanitaria prodotta, ha portato il giudice a chiedere al pubblico ministero di prendere in esame l’eventuale modifica del capo di imputazione.

È su questa base che il procedimento potrebbe assumere uno sviluppo diverso, qualora la Procura ritenesse di modificare la contestazione. Dalla rissa aggravata si potrebbe quindi passare alle lesioni gravi o, nell’ipotesi più grave e tutta da accertare, al tentato omicidio. Al momento, comunque, nessuna nuova contestazione risulta essere formulata.

Un’eventuale modifica avrebbe conseguenze anche sul piano processuale: il procedimento, attualmente davanti al giudice monocratico, potrebbe diventare di competenza del tribunale in composizione collegiale.

I fatti risalgono al 29 agosto 2022, quando al campo sportivo di Consandolo scoppiò una violenta rissa che coinvolse una decina di persone, tutte di nazionalità pakistana. A far scattare il procedimento furono l’intervento dei carabinieri di Portomaggiore e la successiva segnalazione partita dal pronto soccorso dell’ospedale, dove alcuni dei coinvolti erano andati per far medicare le lesioni riportate. Nessuno dei protagonisti, infatti, ha mai presentato denuncia o querela.

Il processo, che attualmente vede sei imputati, aveva inizialmente imboccato la strada della messa alla prova, ma il percorso non era andato a buon fine. Tra le difficoltà emerse anche quella linguistica: gli imputati parlano esclusivamente la lingua urdu, rendendo più complessa l’individuazione dell’ente necessario per lo svolgimento del programma. Il giudice predibattimentale aveva quindi revocato la possibilità di messa alla prova e disposto la prosecuzione del giudizio.

Il procedimento tornerà in aula il 24 novembre.

 

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