Politica
29 Giugno 2021
La (ex) consigliera della Lega interviene con un video su Facebook e attacca ancora: “Ero spaventata perché avevo iniziato a capire che mi sono fidata di certe persone in modo cieco e ingenuo”

Arquà: “Dimissioni scelta tutt’altro che libera, indipendente e ponderata”

Rossella Arquà
di Redazione | 2 min

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Rossella Arquà

Rossella Arquà

Mentre in Consiglio comunale si discute al sua (contestata) surroga, lei partecipa a suo modo, con un mezzo non proprio sconosciuto ai suoi ex compagni di viaggio: un video su Facebook.

Rossella Arquà, al centro di un’indagine per delle lettere minatorie indirizzate al vicesindaco Nicola Lodi, ribadisce la sua posizione: le sue dimissioni da consigliera sono state frutto di una scelta “tutt’altro che libera, indipendente e ponderata e quindi ritengo che io abbia tutto il diritto a mantenere la mia carica”.

Racconta di aver provato senza successo a collegarsi per partecipare al Consiglio comunale, di aver provato, ancora una volta senza successo, a contattare il presidente del Consiglio e la sua segretaria e allora racconta sul social media la sua verità, ribadendo le circostanze relative alle sue dimissioni, già contenute nella diffida a procedere con la surroga, rincarando ancora la dose.

Arquà, ex braccio destro di ‘Nomo’ Lodi, legge da un foglio: è il discorso che avrebbe pronunciato in aula. “Le responsabilità giuridiche e penali di quello che è successo le deciderà la magistratura – afferma -, e spero di essere convocata al più presto per chiarire come si sono svolte le cose. Ma qui non siamo in tribunale, siamo in Consiglio comunale”.

“Il giorno in cui il presidente del Consiglio comunale (Lorenzo Poltronieri, ndr), l’11 giugno 2021, mi ha contattato e raggiunto in prossimità delle Poste centrali, erano trascorse circa 12 ore dalla scoperta di essere indagata. Non ero per niente lucida, anzi ero spaventata perché avevo iniziato a capire che in questi anni mi sono fidata di certe persone in modo cieco e ingenuo”.

“La mattina successiva alla perquisizione, che tutti i dirigenti della Lega già conoscevano – prosegue – ho subito forti pressioni, in primis da Davide Bergamini, segretario provinciale della Lega, il quale non solo mi ha intimato di dimettermi da tutti gli incarichi della lega ma anche da con comunale. Poco dopo venivo contattata dal presidente del Consiglio comunale che mi chiedeva di andare in Comune per le dimissioni. Io rifiutavo di andare in Comune e lui mi ha raggiunto per strada e mi faceva firmare un foglio già predisposto. Ritengo dunque che tale comportamento sia illegittimo perché si è approfittato della mia condizione di forte confusione e debolezza”.

 

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