Politica
13 Maggio 2026
Le organizzazioni sindacali contestano la linea della Cgil sul piano di mobilità per trenta lavoratori

Caso Versalis, la replica di Cisl e Uil: “Procedura nota da settimane”

di Redazione | 2 min

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Nel pieno del dibattito aperto attorno alla procedura avviata da Versalis per il sito petrolchimico di Ferrara, arriva la replica di Femca Cisl e Uiltec Uil alle dichiarazioni di Filctem Cgil. Al centro dello scontro sindacale ci sono i trenta esuberi annunciati dall’azienda e la lettura politica e industriale dell’operazione.

Le rappresentanze sindacali di Cisl e Uil contestano innanzitutto il tono e l’impostazione adottata da Filctem Ferrara, accusata di avere adottato una “ricostruzione polemica e strumentale” di una procedura che, sostengono, era già stata illustrata e condivisa nei tavoli nazionali senza particolari obiezioni da parte delle organizzazioni sindacali.

“Il 5 maggio scorso Versalis ha avviato formalmente una procedura ex Legge 223/91 presso il sito di Ferrara”, ricordano Femca e Uiltec, sottolineando però che il percorso era stato anticipato “oltre un mese fa” alle segreterie nazionali. Secondo Cisl e Uil, si tratta di una procedura “basata sulla non opposizione da parte dei lavoratori interessati”, definita come una prassi “ormai consolidata da anni nel sistema di relazioni industriali del Gruppo Eni”.

Ed è proprio qui che si concentra la principale contestazione: per Femca e Uiltec, Filctem starebbe trasformando una procedura finalizzata ad accompagnare all’uscita lavoratori prossimi ai requisiti pensionistici in una battaglia politica e mediatica. “Appare incomprensibile il tentativo di trasformare una procedura di ‘non opposizione’, finalizzata ad agganciare i requisiti previdenziali d’uscita dal lavoro e già illustrata alle Organizzazioni Sindacali, in uno strumento di polemica pubblica”, scrivono.

Una presa di distanza netta rispetto alla linea adottata dalla Cgil, che aveva parlato di “licenziamento collettivo”, denunciando una contraddizione tra gli impegni assunti da Eni-Versalis nei protocolli sottoscritti al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e l’apertura della mobilità per 30 lavoratori del sito ferrarese.

Filctem aveva inoltre accusato Eni di stare “smantellando pezzo dopo pezzo la chimica in Italia”, denunciando l’assenza di una strategia industriale e il rischio di impoverimento del polo chimico ferrarese. Una lettura che Cisl e Uil respingono implicitamente, rivendicando invece un approccio “responsabile e coerente con il confronto sviluppato ai tavoli nazionali e territoriali”.

“La differenza di approccio tra le Organizzazioni Sindacali è palese”, scrivono ancora Femca e Uiltec, sostenendo di avere scelto di “presidiare concretamente le tutele occupazionali e industriali”, mentre “la posizione assunta da una parte sindacale appare finalizzata più alla contrapposizione politica che alla reale difesa dei lavoratori”.

Nella nota diffusa dalle sigle territoriali di Cisl e Uil si invita a mantenere il confronto “su un piano di responsabilità e trasparenza”, evitando “iniziative propagandistiche che non aiutano né il clima sindacale né le prospettive dell’assetto industriale della chimica nel territorio”.

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