Politica
22 Novembre 2019
La presidente della Provincia replica alla delibera del consiglio comunale di Ferrara

Paron via dal Castello, ma prima via Naomo dalla casa Acer

di Redazione | 2 min

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La presidente della Provincia, Barbara Paron

Paron via dal Castello? Forse sarebbe il caso di guardare prima chi, pur con uno stipendio da 5mila euro al mese, continua a occupare una casa destinata ai ferraresi poveri. È il succo della replica di Barbara Paron alla richiesta di dimissioni votata dalla maggioranza di centrodestra in consiglio comunale.

Dimissioni richieste dalla Lega dopo le polemiche del 4 novembre scorso, quando la presidente ha abbandonato il palco delle celebrazioni per la Giornata dell’Unità Nazionale a causa della presenza di Nicola Naomo Lodi al posto del sindaco Fabbri. Lo sdegno della presidente della Provincia derivava in particolare dal fatto che un anno prima Lodi aveva ‘violato’ il pennone della bandiera issando lo stemma della Lega, annunciando la vicina “conquista di Ferrara” da parte del proprio partito: un comportamento giudicato da molte persone, Paron compresa, di scarso rispetto per l’identità nazionale che lo stesso Lodi un anno dopo andrà a celebrare.

“Ritengo improprio quanto inopportuno un odg di questo tenore – fa notare la presidente della Provincia -. Non è il consiglio comunale il luogo per chiedere le dimissioni del presidente della Provincia, bensì il consiglio provinciale”.

Dopo questo ragguaglio procedurale, Paron, “per stemperare i toni di questa esilarante deliberazione” ribatte sottolineando che, “se esiste un posto da liberare quanto prima è l’appartamento Acer in cui tutt’ora sembra abitare il vicesindaco Lodi”.

La presidente ammette che “questa occupazione è legittima (bisognerà attendere la prossima dichiarazione Isee per sgomberarlo), ma la cospicua indennità che il vicesindaco da mesi sta percependo, suggerirebbe l’opportunità di lasciare l’appartamento ai ferraresi, prima di tutto, che ne hanno più necessità”.

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