Simboli viventi di una speranza resistente
“Questa candidatura non è solo un atto simbolico, ma un atto morale: premiare i bambini di Gaza significa riconoscere la loro sofferenza innocente"
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"Il Comune di Roma dà una lezione di buona amministrazione al Comune di Ferrara. Quello che a Ferrara veniva irriso, a Roma si chiama governo della città". Il Partito Democratico torna all'attacco del giunta Fabbri sulla gestione degli sfollati del Grattacielo
Alberi ancora a terra, pali dell’illuminazione inclinati, transenne danneggiate e aree tuttora interdette. A quasi un mese dal violento nubifragio di luglio, Pitar Kamarashev, esponente del Movimento 5 Stelle, torna a chiedere all’amministrazione comunale tempi certi
Intervento dell'assessore del Comune di Ferrara Stefano Vita Finzi Zalman in occasione del ricordo dei nove patrioti ferraresi trucidati nei pressi della Certosa tra il 10 e il 20 agosto 1944
Una città più verde, ma anche più permeabile e capace di affrontare le ondate di calore e gli eventi meteorologici estremi. È questo l'obiettivo della risoluzione presentata dalla capogruppo del Movimento 5 Stelle Marzia Marchi
Dopo il congelamento del Bando Periferie e lo stop al progetto del Palazzo dei Diamanti, una nuova crepa allarga le distanze tra Ferrara e Roma e sancisce una frattura ormai insanabile tra il Comune estense – forse anche al di là dei futuri esiti elettorali – e il governo centrale. Il ministero della Cultura (Mibac) ha infatti cancellato il finanziamento da 24,5 milioni di euro per la realizzazione del quarto e ultimo lotto del Meis, relativo alla parte centrale del complesso e i cui lavori sarebbero dovuti iniziare il prossimo anno. Il progetto vincitore del bando internazionale di architettura (lanciato proprio dal Mibac nell’ottobre 2010) non potrà quindi essere completato e il museo, salvo stravolgimenti a livello nazionale, nascerà con ogni probabilità ‘monco’ e fortemente ridimensionato rispetto alle ambizioni iniziali.
La notizia viene data in conferenza stampa da un sindaco Tiziano Tagliani scuro in volto, accompagnato dall’assessore alla cultura Massimo Maisto e dal suo omologo in Regione Massimo Mezzetti. E le sue considerazioni sul comportamento del governo e del ministro alla cultura Alberto Bonisoli, in particolare per quanto riguarda il blocco delle opere pubbliche in cantiere, equivalgono quasi a una dichiarazione di guerra: “Quando sono diventato sindaco una delle prime proteste che ho visto a Ferrara era quella dei lavoratori dell’edilizia, che lamentavano la recessione del loro settore. Da allora abbiamo riversato centinaia di milioni di euro in opere pubbliche sulla città, anche grazie alla collaborazione di tutti i livelli istituzionali, dai fondi per il sisma alle progettazioni europee, con un grande ritorno per il settore privato. Ma negli ultimi mesi, e per una straordinaria combinazione proprio dopo la nascita del nuovo governo, si stanno fermando tutte le opere. La cancellazione di punto in bianco di quasi 25 milioni di euro per il completamento del Meis dà un’immagine demoralizzante e preoccupante del nostro paese”.
Ma qual è la motivazione del dietrofront del Mibac? Tagliani, Maisto e Mezzetti spiegano che il ministero ha comunicato ai responsabili del Meis (ma non al Comune: uno ‘sgarro’ istituzionale che viene sottolineato dal sindaco) che la ragione sta nel ritardo con cui la segreteria regionale del ministero ha finanziato l’opera: di conseguenza i 24,5 milioni non sono rientrati nell’ultima Legge di Bilancio. “Il ministero per punire un proprio ufficio, almeno formalmente, finisce per punire un’intera città”, afferma Mezzetti che tuttavia, al di là delle spiegazioni ufficiali, vede dietro al blocco una precisa volontà politica. “Dove andranno a finire quei soldi? Con ogni probabilità in mezzo alle risorse rastrellate tra i vari enti pubblici per finanziare il reddito di cittadinanza. Siamo di fronte a un governo che non ottempera agli impegni economici presi con i Comuni e non sa garantire una continuità amministrativa, dimostrando l’assoluta mancanza di senso dello stato. Non si tratta solo del blocco del Meis: il problema è che manca un’idea di sviluppo del paese, sempre più fermo e statico. L’idea di danneggiare le realtà e i territori non in sintonia con il governo istituzionale è la più grande frattura istituzionale”.

Un’elaborazione grafica del quarto lotto del Meis, i ‘Libri della Torah’ in vetro e alluminio nella parte centrale del complesso
Esiste un modo formale per far tornare il governo sui propri passi, attraverso ricorsi o altre procedure? Non in questo caso, visto che la stazione appaltante per i lotti del Meis non è il Comune ma la direzione regionale del Mibac, ovvero lo stesso ente da cui dipende lo stop dell’opera. L’unica strada percorribile sembra al momento quella della battaglia politica a livello nazionale, per far inserire le risorse nella prossima Legge di Bilancio. Le tempistiche, d’altra parte, consentirebbero un’azione di questo tipo, visto che al momento sono in corso i lavori per il terzo lotto del Meis (l’ingresso da via Rampari), e solo dopo il loro completamento sarebbe partito il cantiere per la quarta e ultima parte.”Mi aspetto che tutta la città si sollevi per questo blocco – afferma Tagliani -, perchè è interesse di tutti far lavorare il sistema produttivo ferrarese, dalla ditta che viene a portare la calce al mondo della cultura impegnato nelle esposizioni del Meis. Purtroppo quello del blocco delle opere pubbliche è un tema che le forze di centrodestra non stanno affrontando, non ho sentito né Vittorio Ferraresi né Maura Tomasi (deputati di M5S e Lega eletti a Ferrara, ndr) dire una sillaba su queste cose, segno di una distrazione incomprensibile e colpevole”.
E segno anche, secondo Maisto, di un sostanziale disinteresse dell’attuale governo verso le politiche culturali: “Dietro a tutto questo c’è un problema gravissimo: un’idea ‘al ribasso’ della cultura, con un ministro che di fatto sceglie di castrare il proprio ministero, come ha dimostrato a inizio mandato rinunciando alla delega al turismo (passata al ministro alle politiche agricole Gian Marco Centinaio, ndr). Parliamo di un ministro invisibile: mentre ci si concentra a prendere in giro Toninelli o Fontana, Bonisoli sta facendo il sommergibile e nel frattempo blocca ogni opera. Chiediamo l’impegno di tutti i parlamentari ferraresi e non solo per far cambiare idea al ministero”.
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